Como: quando il bomber,
ovvero Cerri, è di rigore

Siamo andati a vedere come si prepara e come calcia il cannoniere azzurro

Il Cerri bifronte. Da una parte le difficoltà ad andare in gol su azione (non capita dal Brescia-Como), complice l’assetto tattico che lo vuole anche (soprattutto?) rifinitore. Dall’altra, l’implacabile mira dal dischetto: cinque centri su cinque, una media che non ha nessuno in serie B, e che in A hanno solamente Criscito e Vlahovic. Cinque rigori battuti, cinque centri. Anzi, addirittura sarebbero sei su sei, perché contro la Reggina, Cerri ha segnato in una prima esecuzione, ma il rigore è stato fatto ripetere e lui ha fatto centro ugualmente.

Come dicevamo, in B nessuno come lui. L’unico che ne ha battuti 5, De Luca del Perugia, ne ha sbagliato uno, e dunque ha una media dell’80%. Se no c’è Baldini del Cittadella che ne ha segnati 4 su 4. In A, Criscito ha fatto 5 su 5, Vlahovic 5 su 6, Insigne 5 su 8, Lautaro 3 su 5. Se da una parte ci si interroga come si possa sfruttare maggiormente la sua possenza, il suo stacco, la tecnica e la sua forza in zona gol, dall’altra c’è questa caratteristica particolare che ha fruttato anche dei punti: uno con il Benevento, uno con la Reggina, uno con Crotone, uno con il Lecce, ininfluente quello con il Perugia. Bottino importante nella sua classifica dei cannonieri, che lo vede a quota 7 gol.

Freddo

Di Cerri colpisce la freddezza e la realizzazione precisa, dunque tecnicamente pregevole, per un giocatore da quale ti aspetteresti magari solo la trasformazione di potenza. Come li ha battuti Cerri, questi cinque rigori? Il primo, con il Benevento, al 34’ del primo tempo (gol dell’1-0, la partita sarebbe finita 1-1), con un rasoterra alla sua sinistra, nell’angolino: Paleari aveva intuito, ma non ci era arrivato. Secondo rigore, Como-Perugia: al 15’ rigore (concesso al Var) per fallo di mano, Cerri sul dischetto segna con un rasoterra sempre alla sua sinistra, spiazzando questa volta il portiere Chichizola che si butta dall’altra parte. Con la Reggina doppia esecuzione, gol la prima volta (tiro a destra) e gol nella ripetizione, cambiando angolo, con il portiere Turati preso in contropiede e rimasto fermo in mezzo alla porta: il gol dell’1-1 finale.

Gli altri

Poi Como-Crotone: il gol dell’1-0 al 23’ del primo tempo, Cerri cambia angolo tira a destra e spiazza il portiere Festa. Infine il rigore di sabato, tutto da raccontare: perché stavolta il gigante azzurro ha dovuto affrontare le manovre reiterate di disturbo del portiere Gabriel che, complice l’attesa del check al Var per verificare un eventuale fuorigioco, prima si è messo fuori dalla porta a bere, poi si è avvicinato al pallone, poi ha cominciato a saltellare da destra e sinistra e viceversa per disorientare il giocatore. Ma Cerri è stato freddo, si è concentrato guardando solo la palla e ha infilato il brasiliano con un rasoterra preciso sulla sua sinistra, evitando il tuffo di Gabriel che aveva intuito.

Dunque, cinque trasformazioni tutte di destro, quattro a sinistra e una a destra, e curiosamente tutte in partite in casa. Realizzazioni più di precisione che di potenza. Cerri aveva segnato anche gli altri due rigori tirati in carriera, nel Perugia (più un terzo in Coppa Italia). Gli unici due errori nelle giovanili azzurre dell’Italia. E numerosi li aveva tirati (e segnati) nel campionato Primavera. Per questo si allena con puntiglio. Un’arma in più per la squadra, in attesa di ritrovare i suoi gol su azione.

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