Como, quelle incredibili
partite da “io c’ero”

Ecco l’undicesima puntata: non conta il risultato, ma episodi e risvolti strani. Gare traumatiche, eventi speciali, tra risse, nuove tribune e scaramanzia

Como, quelle incredibili partite da “io c’ero”
Juarez colpito dagli oggetti lanciati dalla curva: gli azzurri perdono 0-1 tra rigori dati e non dati e una squalifica per quattro giornate che segnerà la stagione

«Io c’ero». Lo si dice spesso tra i tifosi o gli appassionati di sport, per celebrare una data storica o per ricordare un avvenimento indimenticabile. A volte lo scrivono sulle magliette. «Io c’ero». Ma qui i successi c’entrano poco. Qui parliamo di quelle partite particolari, anche drammatiche, che si stagliano nella memoria come avulse da un contesto temporale. Non importa l’anno, la posizione in classifica, il risultato. Conta quello che successe, l’episodio, il particolare.

In questa pagina ne trovate in dettaglio sette, indimenticabili. Dall’accendino sulla testa di Redini che tolse al Como una finale di Coppa Italia, a Como-Udinese di Preziosi, dai tumulti di Livorno-Como del 1997, alla volta che il Como cacciò il Milan in B, dalla volta della grande spalata notturna, al pugno di Ferrigno e al “comico” (ci passate il termine? anche se poi fu dramma sportivo) benvenuto a Lady Essien. Essere allo stadio, in quei giorni, è stato come mettere un timbro sulla memoria. Indelebile, per sensazioni e percezioni.

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