Como, si presenta Kerrigan: «Studierò la B per assist e gol»

Ventidue anni, esterno destro, ha giocato nella squadra dell’Università di Dublino (dove si è laureato), che gioca nella serie A irlandese

Como, si presenta Kerrigan: «Studierò la B per assist e gol»
Liam Kerrigan (a sinistra) nel ritiro del Como a Bormio
(Foto di Cusa)

Liam Kerrigan è uno delle novità del Como di quest’anno. Ventidue anni, esterno destro, ha giocato nella squadra dell’Università di Dublino (dove si è laureato), che gioca nella serie A irlandese. Una realtà a cui non siamo abituati nel calcio, che somiglia più a quello che succede nel basket Usa.

Cosa ti aspetti dalla tua stagione in Italia?

«Mi aspetto di fare una buona stagione, magari puntando ai playoff. So perfettamente di essere in un team ambizioso, che in prospettiva magari punterà ad andare in serie A. E questo è uno stimolo. Dal punto di vista personale, voglio imparare una nuova cultura nel modo di intendere il calcio. So che tatticamente qui è il calcio top, sarà molto interessante. Mi impegnerò a imparare la lingua, cosa che potrà rendere le cose più semplici.

Conosci il calcio italiano?

Lo conosco attraverso le immagini che vedevo negli highlights di serie A. E poi mi sono andato a vedere partite intere della serie B del Como, per capire meglio dove sarei andato a giocare. Il mio giocatore preferito? Kakà, perché lo vidi quando ero piccolo in una partita contro il Manchester e mi rimase molto impresso.

Puoi descriverti?

Sono un giocatore forte fisicamente e veloce. Sono un esterno, ma non mi dispiace anche giostrare dietro le punte. Qualche volta provo anche le conclusioni.

Ti hanno notato nella partita tra Irlanda e Italia Under 21. Cosa ricordi di quella partita?

Mi ricordo soprattutto il caldo. Eravamo ad Ascoli, c’erano 30 gradi e non ci ero abituato. Un bel ricordo. La nazionale italiana era molto forte, c’era gente che gioca adesso in serie A. Mi aveva colpito Rovella, molto forte.

Hai giocato in un squadra universitaria. Che esperienza è stata?

Una esperienza diversa. Di giorno studiavamo e di sera ci allenavamo. Io ero il più vecchio, era una squadra molto giovane. Lo studio mi aiutava a togliere pressione e a liberare la mente dal calcio, e in questo non era una distrazione ma un aspetto positivo. Certo non ero una star, perché in quell’ateneo c’erano anche atleti di calcio gaelico e rugby che in Irlanda sono più famosi dei calciatori.

Giocatore preferito in Italia?

Mi piace Chiesa, perché sa essere concreto.

Che hobby hai?

Con lo studio ho poco tempo per gli hobby, qualche volta giocavo a Fifa. Ora a Como avrò più tempo libero e lo sfrutterò per andare a vistare la città e il lago.

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