Como, una strada totalmente nuova
La società è pronta a imboccarla

Il nuovo progetto mira a sviluppare il substrato societario, sul quale poi fare decollare il progetto calcistico. Un progetto lungimirante, ma nuovo anch’esso. Perché in controtendenza con l’usanza calcistica italiana.

Como, una strada totalmente nuova La società è pronta a imboccarla
Felleca (con la sciarpa), Gandler e Vierchowod alla stadio

Una cosa nuova. Como è di fronte a un progetto nuovo, non solo per la sua squadra, ma forse anche su scala nazionale. Una compagnia di “media” che compra una società di calcio. Si dirà: era successo già con Milan e Torino. Ma in questo caso c’è la sensazione che la confezione di prodotti video, sia inerenti alla squadra che al territorio, possa essere centrale nella vicenda.

Berlusconi e Cairo hanno comprato due società di calcio. Il gruppo Sent ha comprato una location. Capirete che è molto diverso. Il progetto mira a sviluppare il substrato societario, sul quale poi fare decollare il progetto calcistico. Un progetto lungimirante, ma nuovo anch’esso. Perché in controtendenza con l’usanza calcistica italiana. Se arriva un gruppo forte (ricordate Preziosi? ma vale per tutti), spesso comincia con il cercare di vincere subito, lasciando che sia la squadra a trascinare tutto il resto. Che viene strutturato attorno ai successi sportivi. Qui avverrà il contrario. Dunque, possibilmente con tempi più lunghi (anche se non è detto). Un anno di consolidamento, a budget ridotto , poi la crescita piano piano. Anche perché, se si pensa a Mr. Hartono, quelli che diventano ricchi, spesso lo fanno sapendo risparmiare. Chi butta via i soldi, difficilmente lo diventa.

Gandler, nella lunga intervista pubblicata ieri dal nostro quotidiano, da una parte spiega di credere ciecamente nell’aiuto del territorio, dall’altra si sorprende nel vedere una azienda (la Eldor) fare concorrenza alla società sportiva locale più importante.

Ecco: la distanza tra queste due posizioni è delicata. Gandler deve capire che qui, spremere i limoni di sponsor e aziende, specie nello sport, è durissima. Altro che brand. Ma è anche vero che il Como non ha mai avuto una struttura così di alto livello pronta a mettere in pista strategie e task force mai viste. Magari scopriremo che, lavorando in maniera professionale, si potranno vedere dei frutti concreti. Il mondo sta cambiando. Non diamo nulla per scontato. Anche se sarà dura.

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