Gabrielloni, il marines del gol
«Abbiamo vinto la battaglia»

La gioia del bomber del Como, autore della doppietta decisiva contro l’Alessandria

Una giornata nel segno del “2”. Due gol, doppia cifra, due promozioni con la maglia del Como. Protagonista assoluto di questo finale di stagione con cinque reti – e 12 in totale -, Alessandro Gabrielloni ricorda tutti i suoi traguardi personali, prima della dedica alla squadra: «Che annata, ragazzi. Dura, complicata, sofferta, ma splendida per me. Ma senza la squadra, non si va da nessuna parte. Abbiamo trovato sempre motivazioni e abbiamo saputo reagire alle tante difficoltà». Il bomber si è presentato alla sfida decisiva con i capelli completamente rasati: «Una scelta… militare. Sapevo che sarebbe stata una battaglia sportiva, volevo farmi trovare pronto: tutti dicevano che sarebbe finita diversamente, siamo sati bravi noi ribaltare questi pronostici».

Massimiliano “Mimmo” Gatto resta il capocannoniere della squadra con 14 reti: «Le stagioni son belle se la squadra gira bene. Per me è un’annata clamorosa, ma devo ringraziare tutti i compagni: un gruppo di uomini veri».

«Al centro della chiesa, al funerale, mancava il morto: il morto però ha vinto…», dice Franco “el loco” Ferrari. Insomma, questo Como era stato dato per vinto troppo presto per l’attaccante italoargentino: «Ha vinto chi meritava davvero di essere promosso in serie B. Ci hanno “massacrati”, non parlo ovviamente dei nostri tifosi, ma di tanti commentatori. Abbiamo tenuto duro fino alla fine e, se posso dirlo, vincere con un gruppo di amici come siamo noi dà ancora più valore all’impresa. Salutiamo le altre squadre!».

Anche il comasco Mattia Iovine si gode, come e più di tutti il successo: «Vincere qua, con la mia squadra del cuore, è assolutamente fantastico. L’emozione è enorme, complimenti a tutti, soprattutto a chi ha giocato poco e ha sostenuto tutto il gruppo».

Per il difensore Mattia Solini, la vittoria del campionato è una sensazione fantastica: «È la prima volta che vinco un campionato, provo tanta gioia: era l’occasione della mia vita. Devo ancora metabolizzare il tutto…». Nessun dubbio sulla legittimità della promozione del Como in B: «Il campionato ha detto che siamo stati i più continui e siamo primi da gennaio. L’Alessandria? È una squadra fortissima, che potrebbe giocare tranquillamente in B. Ma è partita male, ha recuperato alla grande, ma meritiamo noi di salire perché siamo stati più continui, il nostro è stato un percorso migliore». La sofferenza nel secondo tempo è stata un po’ il simbolo di questo campionato: «Siamo fatti così, ci piace complicarci la vita. Ma è ancora più bello».

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