Quando il Sinigaglia era Reggio.
L’esodo rossonero di 34 anni fa

La festa a Como per lo scudetto del Milan di Berlusconi e Sacchi

Quando il Sinigaglia era Reggio. L’esodo rossonero di 34 anni fa
Arrigo Sacchi (a sinistra) e Silvio Berlusconi

La storia si ripete. Oggi i tifosi rossoneri andranno in massa a Sassuolo per festeggiare lo scudetto dopo 11 anni. Saranno in 16mila, forse di più. E sedicimila milanisti erano anche il 15 maggio 1988 al Sinigaglia, quando il Milan venne a giocare qui l’ultima partita di quel campionato, per mettere in tasca lo scudetto dopo (allora) 9 anni di digiuno.

Clima

Il clima era lo stesso: caccia al biglietto, settori dello stadio presi d’assalto, comaschi in minoranza. Era il Milan di Berlusconi, di Arrigo Sacchi, del tridente olandese Gullit, Rjikaard, Van Basten. Il Milan che stava per aprire un ciclo e che aveva appena operato il sorpasso sul Napoli vincendo la terzultima al San Paolo.

Il Como di Burgnich, invece, cercava la quarta salvezza in A consecutiva, che era un traguardo miracoloso rimasto nella storia. Ad aiutare la gestione dell’ordine pubblico, il fatto che le due tifoserie fossero gemellate: nessuna tensione. A tutte e due le squadre bastava un pari, e pari fu: 1-1, con gol di Virdis al 2’ del primo tempo e pari di Giunta al 1’ del secondo tempo. Una partita che nel secondo tempo neppure si giocò, tanto da mettere in crisi i pagellisti. Il Como giocava con Paradisi, Annoni, Maccoppi, Centi, Albiero, Moz, Mattei, Viviani, Giunta, Notaristefano, Corneliusson. Il Milan con Galli, Tassotti, Maldini, Colombo, Galli, Baresi, Donadoni, Ancelotti, Virdis, Gullit, Evani. Ma l’evento fu soprattutto la gente. In tutto 26mila spettatori, 16mila del Milan in tutti i settori, tutta la curva ospiti, tutti i distinti, gran parte della tribuna e pure nel parterre della Curva Azzurra. Un tripudio di bandiere rossonere ovunque, con la roccaforte lariana in Curva Azzurra: cori reciproci di sostegno delle due tifoserie. Allo stadio (come capitato due mesi fa con il Monza) il tanto atteso Berlusconi non arrivò per scaramanzia (senza di lui il Milan aveva vinto a Roma e Napoli) e allora si presentò solo a San Siro nella festa notturna dopo la partita con 80mila tifosi.

Cult

Fu la partita della corsa dell’inviato Rai Vasino che in diretta correva dietro ai giocatori del Milan per intervistarli, poi bloccatosi con il fiatone perché non ce la faceva più. Gullit con la bottiglia di champagne in mano innaffiava tutti nel piazzale antispogliatoi, sulla testa di tanti giocatori rossoneri cappellini da carnevale. Mentre Nino Balducci urlava la sua emozione per la salvezza sotto la curva con i giocatori. Fino a mezzanotte festa delle due tifoserie in città. Mentre per il traffico ci fu un piano speciale: chi doveva andare in Svizzera o in alto lago, veniva deviato su San Fermo-Monteolimpino. Fischiano le orecchie a qualcuno?

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