Challenger Como, finale record Le presenze aumentate del 4%
Il vincitore Pedro Sousa e le tribune piene a Como (Foto by Pozzoni)

Challenger Como, finale record
Le presenze aumentate del 4%

In generale tutta l’edizione 2017 è stata da primato, nonostante almeno tre giorni rovinati dalla pioggia (giovedì, venerdì e sabato)

Negli occhi rimangono le immagini del pieno di pubblico della finale di domenica al Tennis Como tra il portoghese Pedro Sousa e l’azzurro Marco Cecchinato. Presenze record per il Challenger di Como, che ha esaurito tutti i biglietti disponibili registrando il “sold out”, con il campo centrale in cui non cadeva uno spillo e già “saturo” in ogni ordine di posto almeno venti minuti prima del via del match. Senza poi contare le circa 900 persone che ha seguito il match in diretta via streaming.

In generale tutta l’edizione 2017 è stata da record, nonostante almeno tre giorni rovinati dalla pioggia (giovedì, venerdì e sabato) in cui comunque il pubblico – anche se riparato con giacche e coperte – non è mai mancato. Segno di una passione incredibile. I dati delle presenze per il solo tabellone principale segnano il +4% di biglietti venduti rispetto all’edizione 2016 che già aveva registrato incrementi notevoli rispetto agli anni precedenti.

«Sono davvero molto soddisfatto per come è andata questa edizione – ha commentato il direttore del torneo, Paolo Carobbio – Credo che sia stata una delle migliori mai organizzate a Como, sia per il livello del torneo sia per le presenze sugli spalti. C’è tantissimo interesse del pubblico per il nostro sport e ne abbiamo avuto l’ennesima dimostrazione. Voglio però fare dei ringraziamenti: all’Atp e al supervisor, agli arbitri di sedia, a quelli di linea e ai magnifici ball boys, ragazzi instancabili e incredibili per dedizione e passione. E poi un ringraziamento speciale a Renata Coda, addetta alle relazioni tra giocatori e Atp. E’ con me da 12 anni ed è una presenza indispensabile per il Challenger di Como».

STATISTICHE

Grazie all’aiuto dell’Atp, ecco le statistiche del Challenger di Como. Il record degli ace spetta al tedesco Oscar Otte, 16 in tre partite, davanti a Matteo Donati (15 sempre in tre gare), a Marco Cecchinato (13 ma in cinque partite) e al polacco Jerzy Janowicz (12 in due gare).

Nella percentuale di prime palle di servizio messe in campo svetta invece il francesino Corentin Moutet (73,62%) davanti al canadese Diez (73,58%). La classifica della percentuale di punti ottenuti con la prima palla è invece nelle mani di Felix Auger-Aliassime, 17enne canadese, che ha ottenuto 53 punti su 68 (77,94%). Alle sue spalle il potente Janowicz, spesso sopra i 220 km/h con il servizio, fermo al 77,91% di punti con la prima palla in campo (67 su 86).

Con la seconda di servizio invece il giocatore che ha ottenuto più punti è stato Matteo Donati (59,74%). In questa graduatoria il canturino Andrea Arnaboldi è terzo con il 56,41% di punti. Nella classifica dei game di servizio vinti (senza dunque concedere break) domina Janowicz, eliminato dal torneo con due tie break da Donati ma senza mai perdere il servizio (in due turni di tabellone ha tenuto 22 game di servizio su 22).

Di conseguenza Janowicz domina anche la graduatoria delle palle break salvate (il 100%, 4 su 4) davanti a Arnaboldi (salvate 19 palle break su 26).

Infine la lunghezza dei match: Cecchinato è stato protagonista sia del match più corto tra quelli portati a termine (contro Balzerani al secondo turno, appena 52 minuti), sia di quello più lungo, la semifinale contro Filip Krajinovic (159 minuti di gara).

ALBO D’ORO CHALLENGER “Città di Como”

2006 Simone Bolelli; 2007 Maximo Gonzalez; 2008 Diego Junqueira; 2009 Oleksandr Dolgopolov; 2010 Robin Haase; 2011 Pablo Carreno-Busta; 2012 Andreas Haider-Maurer; 2013 Pablo Carreno Busta; 2014 Viktor Troicki; 2015 Andrey Kuznetsov; 2016 Kenny De Schepper, 2017 Pedro Sousa.


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