Travella e il Giro d’Italia
Un comasco in maglia rosa

Con addosso la maglia simbolo della leadership lungo lo Stivale, prepara meticolosamente le prossime tappe

Di fango da mangiare, davanti, ce n’è ancora tanto. Nicholas Travella lo sa bene e, con addosso la maglia simbolo della leadership lungo lo Stivale, prepara meticolosamente le prossime tappe d’un Giro che non vuole assolutamente lasciare ad altri.

Lui, che tra mtb e ciclocross di vittorie in carriera ne ha già infilate a decine, a 16 anni ancora da compiere (è nato il 5 febbraio 2006), guarda al futuro con gli occhi di chi sogna di raggiungere un giorno il professionismo e il sorriso di quanti, nel mentre, inanellano successi e podi pressoché ogni domenica.

«La maglia rosa – spiega - era uno dei miei obiettivi di quest’anno. Il Giro d’Italia, del resto, è una della corse a tappa più importanti nel calendario nazionale. Ho cercato di conquistare la maglia subito, fin dalle prime tappe; ora, voglio mantenerla fino alla fine, arrivare all’ultima tappa con il rosa addosso. In questo momento ho un buon vantaggio rispetto al secondo».

Nelle prime quattro tappe, due primi e due secondi posti gli hanno regalato il primato tra gli Allievi al 2° anno, una posizione prestigiosa da difendere attaccando ogni volta, non certo facendo melina.

«Una trentina di punti di vantaggio sono un discreto margine. Mancano ancora diverse tappe, però. Sicuramente devo stare sempre nelle prime posizioni e cercare di dare il meglio, ogni volta, nelle prossime gare. Sto gareggiando in due differenti circuiti, il Giro d’Italia e l’Smp, ed essendo leader di entrambi, tra due domeniche dovrò fare una scelta circa quale dei due privilegiare».

Una stagione importante, inutile nasconderselo, quella di Travella che, iniziata con la maglia tricolore vestita lo scorso gennaio a Lecce nel ciclocross, è proseguita con tanti risultati da ricordare.

«Nella prima parte di stagione ho corso molto in mtb, poi a metà stagione sono passato alla strada e ora mi concentro sul ciclocross. Ho ottenuto buoni risultati fin dall’inizio, e anche su strada mi sono difeso bene: pur correndo con ragazzi più grandi ho ottenuto un quinto posto al Regionale e diversi piazzamenti tra i migliori cinque».

Da quando il nonno Virgilio lo mise in sella, a 6 anni tondi tondi, con la Remo Calzolari, di acqua sotto i ponti ne è passata un po’.

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