Como alle Olimpiadi
Con i Cinque cerchi

A Tokyo con Giorgi (marcia), Ruta e Rocek (canottaggio), Anzani (pallavolo) e la friulana ma cittadina comasca Trost

Meno 8. Le Olimpiadi di Tokyo 2021, in programma dal 23 luglio all’8 agosto, sono ormai alle porte: l’Italia sarà presente in 36 discipline differenti, 384 gli atleti in gara con 198 uomini e 186 donne. E, anche in questa edizione tormentata, rinviata di un anno e a porte chiuse, sarà abbastanza nutrita la partecipazione di atleti comaschi – tra nati, cresciuti e trapiantati -, nel solco di una tradizione consolidata.

Le grandi assenti saranno le ragazze della ginnastica artistica che, nel 2016, si meritarono l’appellativo di “ItalComo”: tre componenti su cinque della squadra azzurra di Rio, vale a dire Erika Fasana, Elisa Meneghini e Martina Rizzelli, dopo i ritiri per guai fisici, non ci saranno.

A fare la parte del leone sarà il canottaggio, che manda in Nazionale due atleti e un allenatore. Aisha Rocek, 22 anni, figlia d’arte, atleta in forza ai Carabinieri-Canotteri Lario, gareggerà nel due senza femminile con Kiri Tontodonati: nel 2018 ha vinto il bronzo europeo ed è arrivata sesta al Mondiale, piazzamento che le ha permesso di qualificare la barca ai Giochi Olimpici di Tokyo. Altra curiosità: proprio una coppia della Lario, per Londra 2012, riuscì a qualificare l’Italia alle Olimpiadi nel due senza femminile per la prima volta. Era il tandem Sara Bertolasi-Claudia Wurzel.

In campo maschile, sarà l’atleta di Gravedona, Pietro Willy Ruta, a comporre con Stefano Oppo il doppio pesi leggeri. Ruta, atleta Fiamme Oro, cresciuto nella Canottieri Menaggio, è un veterano delle Olimpiadi: 33 anni, con la medaglia d’argento nella finale dei Mondiali 2019 ha ottenuto molto più della sola qualificazione ai Giochi di Tokyo. Per lui sarà la terza partecipazione olimpica dopo Londra 2012 e Rio 2016, con Oppo ha già vinto gli Europei un anno fa.

Completa la spedizione comasca nel canottaggio il tecnico Stefano Fraquelli: sarà il responsabile delle Nazionali femminili. Un’altra stelletta sul petto della Canottieri Lario, di cui è allenatore di lunga data.

Obiettivo riscossa per la milanese di nascita e cabiatese d’adozione Eleonora Anna Giorgi. Cresciuta nell’atletica Mariano, 32 anni, è alla sua terza Olimpiade: cerca riscatto dopo la squalifica a Rio 2016. Correrà la 20 km di marcia: nel 2014 ha realizzato il record italiano, ritoccato per due volte nel 2015, diventando la prima azzurra a scendere sotto il muro dell’ora e 27 minuti: 1h26’17”. Nel 2019 ha debuttato nella 50 km, con la vittoria e il record europeo (4h04’50”) in Coppa Europa ad Alytus e con il bronzo ai Mondiali di Doha.

Tra le comasche “naturalizzate” per frequentazione e sede di allenamento, tolta la schermitrice Arianna Errigo - ormai fuori dai radar (ma che certamente avrà un nutrito numero di fans legati alla Comense) – c’è una new entry che, a Como, ha deciso di vivere da un paio di anni. È Alessia Trost, 28 anni, friulana di Pordenone, saltatrice in alto delle Fiamme Gialle, sia allena tra campo Coni a Camerlata e Sesto San Giovanni. Speranze? Poche. È stato un anno complicato, non è andata oltre la misura di 1,93 metri. Ma alle Olimpiadi la sorpresa è dietro l’angolo.

Altro comasco vero, senza dubbi, è il pallavolista di Bizzarone Simone Anzani. Ventinove anni, centrale in forza alla Lube Civitanova, fresco di scudetto, ha giocato a Loreto, Verona, Perugia e Modena. In Nazionale dal 2012, nel 2013 ha vinto l’oro ai Giochi del Mediterraneo. Si è aggiudicato la medaglia di bronzo alla World League 2014 e al campionato europeo 2015 e quella d’argento alla Coppa del Mondo 2015. Debuttante alle Olimpiadi, Anzani era stato escluso da Rio 2016 all’ultimo momento. Chance di medaglia? L’Italia del volley parte sempre tra le favorite…

E, a proposito di esclusioni, nel basket non ci sarà il camerlatese Awudu Abass, tagliato dai 12 convocati dal ct Meo Sacchetti poche ore dopo aver conquistato il pass olimpico. Ma un po’ di Cantù sarà a Tokyo con l’Italbasket: Stefano Tonut, figlio del grande Alberto che giocò in Brianza negli anni ’90, nacque proprio a Cantù quando il padre infiammava il Pianella. Ma è totalmente slegato da quel contesto. Altri collegamenti? Impossibile non citare Nico Mannion, figlio del leggendario Pace.

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