Como e Lega Pro follie da calendario
L’esultanza di Alessandro Gabrielloni, attaccante del Como (Foto by foto cusa)

Como e Lega Pro
follie da calendario

Tra campionato e playoff il conto è presto fatto: mancano 22 partite. Riprendendo a giocare il 3 maggio (ma non è detto) sarebbe impossibile chiudere entro la fine di giugno.

Dodici giornate da giocare, una consistente parte del campionato, quasi un terzo. Per la stagione del Como (che tra l’altro dovrà disputare un recupero, quindi 13 partite) la fetta mancante è ancora notevole. E a questo punto bisogna cominciare a fare i conti su due mesi soltanto, maggio e giugno. Essendo altamente improbabile che si possa iniziare a giocare prima.

Il problema reale però è la lunghissima fase dei playoff, che così come sono stati studiati inizialmente prevedono la bellezza di dieci partite. In totale, ventidue gare. Impossibili da concentrare in otto settimane, per quanti sforzi si possano fare. Non a caso la chiusura della stagione regolare era stata prevista per il 26 aprile, giorno in cui invece è probabile che ancora non si sia ricominciato.

Riprendendo a giocare il 3 maggio, che tra l’altro al momento è solo la prima data ipotizzata senza escludere che addirittura si possa andare oltre, e pensando di chiudere per la fine di giugno, il tempo a disposizione è veramente tiratissimo. Anche pensando di giocare tutte le domeniche e tutti i mercoledì, o in ogni caso in tutti i weekend e ogni settimana con un turno infrasettimanale, si arriva alla possibilità di disputare diciotto partite, non di più. Sicuramente non ventidue.

Impossibile toccare il calendario della stagione regolare, l’ipotesi oggettivamente più sensata e praticabile è quella di accorciare i tempi dei playoff, ed è possibile farlo per esempio limitando il numero delle squadre partecipanti, studiando una formula diversa.

Al momento in gioco entrerebbero le classificate sino al decimo posto, in particolare le squadre tra la quinta e la decima posizione si scontrano con gare secche nella prima partita e nella seconda fase entrano in gioco, con le tre vincitrici dei primi scontri, anche le quarte classificate, per altre sfide secche. Una fase da cui escono due squadre per girone, e che potrebbe essere evitata limitando i playoff solo a chi arriva fino al quinto posto.

Volendo invece mantenere lo stesso numero di partecipanti, si potrebbe pensare di trasformare in partite secche le fasi attualmente previste con gare di andata e ritorno, che al momento sono ben quattro, cioè tutte le partite successive ai due scontri secchi iniziali. Si potrebbe per esempio lasciare il doppio scontro solo per semifinali e finali, levando quindi già di mezzo due partite.

Il tutto sempre considerando che chi deve affrontare tutte le fasi in ogni caso è obbligato a mettere in preventivo per due mesi una partita ogni tre giorni, quindi un impegno faticosissimo.

Qualcosa dunque andrà modificato per forza, volenti o nolenti, se si vuole pensare di arrivare alla fine in un tempo ragionevole e in condizioni di gioco plausibili. Tra l’altro, c’è anche da disputare ancora la finale della Coppa Italia di serie C tra Ternana e Juventus Under 23: una finale che vale non solo per il titolo in se’ ma anche per la qualificazione per i playoff, visto che la vincitrice da regolamento entra in gioco nella fase finale insieme alle terze classificate, indipendentemente dalla posizione di classifica in campionato, liberando un posto in più per i playoff nel suo girone, discorso che potrebbe anche interessare il Como se a vincere fosse la Juve.

Insomma, un bel rompicapo e un calendario che comunque vada andrà ristudiato.


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