Como senza tifosi anche a Pavia  Sentinelli: «Siamo penalizzati»
Sentinelli: «Domenica scorsa il Sinigaglia era vuoto: ho avuto la sensazione di giocare un’amichevole estiva» (Foto by foto cusa)

Como senza tifosi anche a Pavia

Sentinelli: «Siamo penalizzati»

L’allenatore Andreucci: «Dazio pagato con il Derthona, perché vietare ancora la trasferta?»

La firma del Prefetto di Pavia sull’ordinanza è stata messa in calce martedì sera, le reazioni non si sono fatte attendere. Prevedibili, perché domenica il Como allo stadio “Fortunati” non potrà contare sui propri tifosi residenti a Como e provincia. È il quinto provvedimento prefettizio che va a colpire i sostenitori azzurri, il settimo se si considerano anche le due gare a porte chiuse contro Arconatese e Derthona.

«Siamo dispiaciuti anche noi, è dura andare in campo senza vedere e sentire i nostri sostenitori» , ammette Davide Sentinelli, capitano di un Como in risalita e che avrebbe avuto bisogno della spinta dei suoi tifosi in una trasferta solo all’apparenza abbordabile. Una spinta che Sentinelli ritiene indispensabile: «Siamo abituati a una certa cornice, senza è un handicap. Tante squadre in D non hanno pubblico, ma a Como è diverso: qua il sostegno dei nostri tifosi è prezioso. Così come la tensione positiva che sanno dare».

Una tensione venuta a mancare in maniera clamorosa contro il Derthona, in un Sinigaglia a porte chiuse: «In campo devi andare oltre e trovare motivazioni comunque, ma domenica ho avuto la sensazione di giocare un’amichevole estiva. Spesso in D si gioca in stadi semideserti, farlo al Sinigaglia è imbarazzante».

«Pavia, tappa fondamentale»

Il difensore ha parlato anche con qualche tifoso della restrizione di Pavia: «Ho detto loro di tener duro, perché vogliamo andarcene tutti insieme dalla serie D, in un modo o nell’altro. E questa è una trasferta fondamentale, perché poi avremo la Caronnese in casa, quando mi auguro che avverrà il sorpasso in classifica. La società? Può farsi sentire, ma è chiaro che non sia semplice entrare nel merito di questioni relative all’ordine pubblico»

. Mister Antonio Andreucci è molto critico: «Non conosco i trascorsi tra Pavia e Como, ma se non ci sono mai stati problemi allora si tratta di un provvedimento punitivo. Il nostro dazio l’abbiamo pagato con la partita a porte chiuse contro il Derthona, perché vietare anche questa trasferta?».

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