Corsa in montagna, l’effetto Como «Il nostro territorio ben si presta»
Francesco Puppi, una delle nostre punte di diamante

Corsa in montagna, l’effetto Como
«Il nostro territorio ben si presta»

Sempre più appassionati e grandi risultati per i nostri atleti a livello nazionale e internazionale

Un en plein fallito di un soffio. Nelle quattro corse in montagna in programma nell’ultimo fine settimana, sono arrivati i successi di Francesco Puppi nella Red Bull Dolomitenmann; di Emanuele Manzi nella “In so’ e in gio’” e di Manuel Bonardi nel Cristallina Challenge e quello mancato nella Rasura-Bar Bianco con l’argento di Simone Paredi e il bronzo di Manuel Molteni (con l’oro al lecchese Giuseppe Molteni che ha iniziato la carriera nell’Us San Maurizio Erba).

La Mezza di Monza non è montagna ma il vincitore, il figinese Michele Belluschi, è uno che va forte anche quando la strada sale. Non è nell’elenco solo perché domenica non era impegnata, l’olgiatese Ilaria Bianchi, la “due volte mamma volante” che sta dominando il circuito del Grand prix delle montagne varesine.

Gli atleti comaschi sono diventati dei camosci di spessore. A tutte le età passando dai 43 anni di Simone Paredi e i 42 di Manzi; dai 33 di Bonardi e Molteni ai 28 di Puppi. «Il movimento comasco sta crescendo molto - spiega Bonardi, presidente dell’Atletica Pidaggia, a forte vocazione “montanara” -. Vuoi per i campioni come Puppi, Bianchi, Manzi che sono la vera vetrina della specialità, vuoi per i territori che ben si sposano con la disciplina. Proprio per i territori “adatti” sono nate sempre più gare in provincia. Ormai anche molti stradisti sfociano nella montagna e poi non ne escono più, restando affascinati».

Una grande spinta è arrivata proprio dall’Atletica Pidaggia che ha tesserato soprattutto camosci (l’ultimo in ordine di tempo è di questi giorni con il moltrasino-venezuelano Jonathan Da Silva) e nel 2019 ha colto 40 successi, la stragrande maggioranza in montagna. «C’è grande passione in squadra e questo porta sempre in alto», il commento di Bonardi.

Manzi è sempre stato un campione, ma stupisce la sua longevità sportiva. A 42 anni riesce ancora a mettere in fila i “giovani”. «Non saprei dire perché adesso i comaschi vanno forte - dice il cremiese -.Di sicuro il movimento è cresciuto e rispetto al passato molti più atleti si dedicano alla montagna e al trail. E soprattutto per i più “anziani” come me, vincere diventa sempre più difficile».

Puppi è una stella di prima grandezza oltre che un atleta completo capace di fare bene anche in pista e nella maratona. Le sue qualità lo portano ad emergere anche quando la strada sale (oppure quando scende, con la discesa che è una frazione fondamentale). «Avevo una motivazione enorme: sapevo che i primi tre tornavano a Lienz con l’elicottero:ed è stato incredibilmente emozionante», scherza il guanzatese commentando l’ultima vittoria.n 


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