Giro d’Italia a Como  Un anno fa la festa
Como la salita per CIviglio del Giro d'Italia (Foto by Andrea Butti)

Giro d’Italia a Como

Un anno fa la festa

Galli: «Una lezione, andò tutto bene: non bisogna temere gli eventi». Per il Lombardia verdetto il 6 giugno

È già passato un anno. Eppure sembra un secolo. In una città depressa dal lockdown, fa ancora più impressione ricordare la folla, la festa, l’allegria che portò la tappa Ivrea-Como del Giro d’Italia, il 26 maggio del 2019, vinta da Dario Cataldo dopo una fuga infinita, uno scatto dopo 7 km. e dunque 225 km. da soli, davanti, una scommessa impossibile e invece coronata con successo. Cataldo vinse la volata a due, e all’arrivo ci fu l’abbraccio tra i due eroi di quel giorno. Ma il risultato sportivo fu l’aspetto forse più banale di un evento che durò mesi. Dalla pazza idea nata in una tappa a Bardonecchia del Giro 2018, l’assalto a Urbano Cairo organizzato dall’ex assessore Simona Rossotti e da Paolo Frigerio, una promessa strappata, poi diventata realtà. E da lì un percorso duro, fatto di battaglie interne in città, di “pro” e “contro”, di paura anche. Il Giro d’Italia nel giorno della esposizione di auto d’epoca di Villa d’este e delle elezioni europee? Una follia. Invece tutto andò liscio. Clamorosamente liscio. Tanto da dare una lezione. Che i grandi eventi non devono spaventare.

L’assessore allo sport di oggi, Marco Galli, era lo stesso di allora: «Sì, quella è la lezione che ci dà quella giornata. Sembrava fosse una cosa impossibile, invece tutto filò alla perfezione. Non riesco a trovare nella mia memoria un lato negativo, una controindicazione, una cosa che andò storta. Secondo me anche il traffico andò bene perché tutto fu studiato bene. Il Lombardia? Aspettiamo le mosse ufficiali, ma Como resta pronta. Il ricordo di quella giornata può e deve essere uno stimolo per ripartire».

Paolo Frigerio, presidente di Cento Cantù e del Canturino è un grosso appassionato di ciclismo. Di più: il più convinto promotore del matrimonio tra il nostro territorio e il grande ciclismo. Se c’è uno che non ha paura dei grandi eventi, è lui: «A ripensare a quella giornata mi viene un po’ di magone. Specie se confrontiamo quella giornata con la tristezza delle domeniche appena passate nel deserto e nella desolazione. Ma quel ricordo ci fa guardare con entusiasmo anche alla prossima sfida del Lombardia, evento per il quale Como è sempre pronto». Già: a che punto siamo? «Resta fondamentale l’importanza della data del 6 giugno quando l’Uci dirà l’ultima sul calendario». Poi si dovrà decidere il percorso, cioè se la partenza sarà da Como o da Bergamo e viceversa l’arrivo sarà a Bergamo o a Como.


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