Hockey Como: rosa fatta in casa
«Pochi sponsor, siamo obbligati»

Comincia oggi a Casate la preparazione a secco, con giocatori comaschi o cresciuti nel vivaio.

Hockey Como: rosa fatta in casa «Pochi sponsor, siamo obbligati»
Corrado Codebò (seduto in maglia rossa) con l’Associazione italiana

HOCKEY

Si parte, per ora solo con i giocatori comaschi. L’Hockey Como inizia oggi a Casate la preparazione atletica a secco, con la prima squadra che parteciperà all’Italian hockey league. Con la novità dell’Associazione Italiana Hockey Ghiaccio (Aihg), nata dall’unione delle 11 società di Ihl, con il sostegno della Fisg, con l’obiettivo di poter crescere e rafforzare il movimento nazionale.

Corrado Codebò dell’Hockey Como è stato nominato vicepresidente. Como parte un po’ in sordina e senza stranieri, ma la pandemia, oltre a rendere difficili gli spostamenti tra stati, ha anche ulteriormente abbassato il “budget” a disposizione.

«Prima le stagioni senza pubblico per i problemi al palazzetto di Casate, poi la crisi economica per il Covid (che tra l’altro ha fatto saltare, per la seconda volta in tre anni il Torneo Gosetto):è sempre più difficile trovare gli sponsor, soprattutto quello medio-piccoli - spiega il componente del direttivo e responsabile del settore giovanile, Massimo Paramidani -. Capisco le ragioni dei mancati rinnovi delle sponsorizzazioni - prima di tutto vengono l’azienda ed i lavoratori - ma per noi resta sempre più difficile poter allestire una squadra competitiva nell’Ihl. Anche perché non possiamo fare grande affidamento sugli incassi. Ammesso che la pandemia permetta la presenza del pubblico in tribuna».

Quindi si parte con una rosa “fatta in casa” , con i giocatori comaschi o cresciuti nel settore giovanile. Che non equivale ad un livello inferiore, rispetto al passato. Tra i pali c’è l’affidabile Federico Tesini (classe 1992) con l’emergente Daniel Mattia D’agate (2001). Difesa “verde” con Dominic Michael D’Agate (1999), Lorenzo Casiraghi (2000) e Daniele Fusini (1995). In attacco saranno tante le scelte per coach Petr Malkov (che, al rientro a fine mese dall’Ucraina, dovrà rispettare la quarantena): da capitan Filippo Ambrosoli (classe 1989) al fratello Riccardo (1992); al rientrante dal Chiavenna, Lorenzo Marcati (1991); al “prolifico” Matteo Formentini (1998); ai sempre più convincenti Filippo Guaita e Riccardo Redi, entrambi nati nel 1999; ai tre del “nuovo millennio” Alessandro Paramidani (2000), Lorenzo Vola e Luca Jodi Zordan (entrambi del 2001).

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