Il futuro azzurro  Primo nodo: Corda
CORDA (Foto by Fabrizio Cusa)

Il futuro azzurro

Primo nodo: Corda

Perchè la conferma o meno di Corda significa la conferma o meno di parte del gruppo che ha conquistato la promozione

Inutile girarci intorno. Il primo nodo da sciogliere per la nuova società è quello della conferma o meno di Ninni Corda. Più ingombrante e più strategica della stessa conferma di mister Banchini, peraltro molto probabile, se non quasi certa. Perchè la conferma o meno di Corda significa la conferma o meno di parte del gruppo che ha conquistato la promozione, e la conferma di una certa filosofia di calcio. Il progetto del Como che ha vinto è stato disegnato, come un sarto, dall’ex tecnico sardo, e volente o nolente si tratta di una decisione ben più pesante di una semplice conferma di un direttore sportivo.

L’arrivo della nuova società, nell’immaginario di tutti (soprattutto di Nicastro che ha condotto la trattativa) avrebbe dovuto rappresentare un taglio netto con il passato e con certi metodi estremi che a Nicastro non sono mai piaciuti. Ma Nicastro adesso non c’è più e Gandler è un tipo che, comunque, ama fare di testa sua. Così l’idea di confermare il gruppo in toto, filosofia compresa, probabilmente si sta facendo largo nella testa del manager americano. Anche perché ci sono altre due considerazioni da fare. La prima: con il budget piuttosto stringato per il primo anno (i primi investimenti andranno a rafforzare la società) la via più comoda è quella di ritoccare un gruppo già solido; la seconda: la piazza (basta vedere il web) ammonisce di non cambiare tutto come fece Preziosi dopo la promozione in A o Porro dopo la promozione in B, e per Gandler (appena arrivato in un mondo che non conosce), questa potrebbe essere la via più prudente, anche interpretando la piazza. Ma c’è un ma: la valutazione dell’uomo di calcio che verrà dall’Inghilterra e che dirà sicuramente la sua in merito. Forse se ne saprà di più nella conferenza stampa del 9 maggio che (secondo indiscrezioni) potrebbe addirittura essere fatta in Comune. Fosse vero, sarebbe la testimonianza di una nuova e inedita collaborazione tra città e società. Probabilmente anche su affari che non riguardano il calcio.n 


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