La Lario e la gloria dei suoi 129 anni  «Stateci vicini, ripartiremo più forti»
Leonardo Bernasconi in mezzo alle sue atlete in una delle tante premiazioni

La Lario e la gloria dei suoi 129 anni

«Stateci vicini, ripartiremo più forti»

L’appello del presidente Bernasconi: «E lo faremo tutti insieme anche stavolta». Poi l’assicurazione: «I nostri atleti non sono abbandonati a loro stessi e si allenano ben seguiti».

«Stateci vicini per poter riprendere il cammino assieme, più forti di prima». È l’appello del presidente della Canottieri Lario, Leonardo Bernasconi a tutti i soci, non solo agonisti, nell’emergenza dell’epidemia, con la sede sociale chiusa ed in attesa della fase 2 che possa far ritornare tutti il più possibile alla normalità.

«Siamo una società di seicento soci – spiega Bernasconi – che pratica l’attività sportiva da 129 anni con una storia gloriosa e di crisi ne ha attraversate tante, legate a guerre e carestie, ma ne è sempre uscita bene. Anche in questa emergenza che ha colto tutti di sorpresa, non vuole arrendersi alle difficoltà, ma ha bisogno del sostegno dei suoi soci, dai quali dipende il proseguimento dell’attività agonistica e continuare a dare risultati a livello nazionale e internazionali che sono sempre stati il vanto della nostra città».

Sono anche stati fatti molti lavori di ristrutturazione della sede? «Infatti abbiamo portato a compimento interventi molto importanti e costosi, per mettere maggiormente a proprio agio non solo gli atleti ma anche i soci che hanno sempre trovato nella canottieri la loro seconda casa. Oltre alla sanificazione completa e alla tinteggiatura dei locali, sono stati rifatti tutti i servizi, la sauna e realizzate nove nuove docce. Per questo raccomando a tutti i soci, ai quali ho anche scritto personalmente, di non farci mancare il loro aiuto, nella certezza che finirà questa emergenza e potremo tornare a riaprire le sede».

Quando crede che ne uciremo? «Aspettiamo la fase 2 a maggio, sperando che si realizzi un graduale ritorno alla normalità. I nostri atleti, comunque, non sono abbandonati a loro stessi. Tutti i remoergometri della società sono stati dati a loro, per gli allenamenti in casa, in contatto giornaliero on line con gli allenatori. Ci telefoniamo anche spesso e li sento carichi come sempre».

Cosa le dicono? «Aisha Rocek è tornata da Sabaudia e si allena a casa senza perdere un colpo. Lo stesso fanno il fratellino Patrick Rocek, Jacopo Frigerio, Serena Mossi, Arianna Noseda, Giorgia Pelacchi, Caterina Di Fonzo, Greta Parravicini, Nicolas Castelnovo, Ivan Galimberti e tutti gli altri. Cosa dicono? La frase più ricorrente è sempre la stessa: ci manca l’acqua».

Se dovesse davvero partire ai primi di maggio la fase 2, siete pronti a ripartire? «Non attendiamo altro. Si tratta di vedere come si potrà riprendere l’attività, ma faremo tutto il possibile per garantire le condizioni di sicurezza sanitaria che verranno stabilite. Fortunatamente le nuove docce sono state realizzate a debita distanza l’una dall’altra e questo credo sia già un buon punto di partenza».

La Fisa è intenzionata a salvare almeno i campionati europei in Polonia ed avrebbe già individuato le date dal 9 all’11 ottobre. Sarete pronti? «Finalmente una buona notizia e speriamo che si possano veramente svolgere. Comunque Stefano Fraquelli, con i suoi aiuti allenatori Jaro Rocek, Oscar Donegana e Davide Noseda sono già partiti all’attacco, assicurandomi che saranno pronti».


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