L’allenatore Andreucci si presenta  «Como? Stimoli giusti per risalire»
Il nuovo allenatore del Como Andreucci (a sinistra) con il vice presidente Roberto Renzi (Foto by Cusa)

L’allenatore Andreucci si presenta

«Como? Stimoli giusti per risalire»

Prima intervista al nuovo tecnico, “esperto” di serie D

Gli hanno chiesto di fare «un campionato importante». E lui, Antonio Andreucci, da ieri ufficialmente il primo allenatore dell’ennesima nuova vita del Como, qualcosa di importante in questa categoria lo ha già fatto. Niente esperimenti, niente giovani di belle speranze: la scelta della nuova società è caduta sull’esperienza di chi la serie D la conosce bene. E Andreucci, 52 anni, lucchese di nascita ma un passato da centrocampista soprattutto sui campi di D, ha poi nel suo palmares di allenatore una carriera prevalentemente in Veneto con risultati più che buoni: Real Vicenza, Valdagno, Campodarsego, e la Triestina l’anno scorso seconda e vincitrice dei playoff di serie D.

Il suo arrivo a Como nasce, così racconta lui nella sua prima visita allo stadio Sinigaglia ieri pomeriggio, da un contatto di amicizia tra Riccardo Bellotti, che sta lavorando per la nuova società come coordinatore tecnico, e il dirigente della Triestina Giuseppe Daniello.

«Mi hanno contattato qualche giorno fa, la mia esperienza a Trieste si è conclusa e ho detto di sì, i primi colloqui mi hanno convinto». Sa di aver fatto una scelta anche un po’ rischiosa, visto che la squadra al momento ancora non c’è, e visti i tempi ristretti. «Però qui, a differenza di quello che ho visto a Trieste, c’è comunque un ambiente fresco di professionismo, molto più organizzato e pronto. E come lì, lo spirito e gli stimoli di una grande piazza che ha avuto una storia un po’ sfortunata ma con uno stadio e spero un pubblico che in questa categoria possono fare tanta differenza».

«Cercherò di far giocare il più possibile la squadra prima del campionato, avremo anche dei giocatori in prova perché per forza di cose soprattutto i giovani vanno valutati sul campo, non abbiamo altro modo. Vorrei una rosa di 22 giocatori, considerando che ogni giovane deve avere in linea di massima un’alternativa nello stesso ruolo e della stessa età, altrimenti si rischia di non poter rispettare le regole».

Sul giornale La Provincia di oggi puoi leggere un’ampia intervista al nuovo mister del Como 1907


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