Lario, Molteni si dimette
ENZO MOLTENI (Foto by Cusa Fabrizio)

Lario, Molteni si dimette

Il presidente della gloriosa società remiera comasca, quella della stella, negli ultimi 24 anni. Era infatti dal 1992 che lui ricopriva la massima carica del club

Colpo di scena: Enzo Molteni lascia la Canottieri Lario. E stiamo parlando, non di uno che passava di lì per caso. Ma del presidente della gloriosa società remiera comasca, quella della stella, degli ultimi 24 anni. Era infatti dal 1992 che lui ricopriva la massima carica del club. Molteni, imprenditore tessile molto conosciuto in città, in tutti questi anni, più che il presidente, è stato l’anima della società. E ora molla, in virtù dei segnali (che lui ha considerato) forti e chari arrivati dalle ultime elezioni per i nuovo consiglio. Venerdì scorso, i risultati elettorali, come avevamo scritto sul giornale di domenica, avevano portato una ventata di novità. Molteni, dopo essere uscito assoluto vincitore dalle precedenti tornate elettorali, questa volta era risultato “solo” al quarto posto nelle preferenze. I voti presi da Andrea Fornasiero, Guido Frigerio e Antonio Bellasi (i tre che lo avevano preceduto in classifica) dicevano chiaro e tondo che i soci avevano manifestato voglia di novità, quantomeno nella composizione del consiglio. Fornasiero aveva ottenuto 191 voti, Frigerio 171, Bellasi 160. Lui, Molteni era al quarto posto, con 157. La lista dei primi 11, cioè quelli destinati a comporre il Consiglio, si completava con Leonardo Bernasconi (149), Francecso Stolfa (149), Alessandro Adduci (137), Paolo Cortellazzo e Maurizio Ballabio (135), Walter Moro 131. Una decisione sofferta, la sua, questo è sicuro, ma anche consapevole e serena. «Una decisone che mi fa male, questo è ovvio - ha detto ieri Molteni -. Non potrebbe essere altrimenti, visto il rapporto che mi lega a questo club. Ma anche serena. Credo che si debba guardare avanti e che quando arrivano certi segnali sia giusto lasciare spazio ai giovani. Mi mancherà soprattutto il legame con i giovani, con gli atleti, di cui conoscevo ogni storiella, ogni umore, ogni entusiasmo. E con i disabili, una risorsa che sotto la mia presidenza abbiamo alimentato e acceso come una fiammella di speranza per un mondo migliore».

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