Le norme anti Covid  non fermano gli sputi
Arbitri sempre nel mirino (Foto by Luca Gianatti)

Le norme anti Covid

non fermano gli sputi

A Rho colpito – meglio dire attinto - l’arbitro Giovanni Negri di Legnano, sputi e insulti anche all’assistente comasco Emanuele Toniutto

Uno sputo che fa più male di un pugno in faccia, di questi tempi. E riceverlo al termine di una partita di calcio dilettanti è ancora più insensato e impattante, dopo il tiramolla durato una settimana sulla riapertura degli impianti sportivi e gli sforzi compiuti dalle società per mettere in atto tutte le misure necessarie per accogliere i tifosi. Capita però che alcuni “tifosi” non abbiano capito nulla.

Come quello –stando alla ricostruzione dei fatti sembra sia stato solo uno – che domenica, al centro sportivo “Vinciguerra” di Rho, al termine di Rhodense-Calcio Club Milano di Coppa Italia di Eccellenza, ha pensato bene di sputare all’indirizzo della terna arbitrale mentre faceva ritorno negli spogliatoi dopo la partita.

Colpito – meglio dire attinto - l’arbitro Giovanni Negri di Legnano, sputi e insulti anche all’assistente comasco Emanuele Toniutto, della sezione “Riella” di via Badone: della terna, si è salvato dalla pioggia solo il secondo assistente Luigi Fabrizio D’Orto di Busto Arsizio.

Toniutto era stato designato per il secondo turno della Coppa Italia di Eccellenza, una partita molto tirata, in cui i tifosi di casa avevano già reclamato, indispettiti per il dubbio rigore del momentaneo pareggio assegnato al Calcio Club Milano. Il gol-vittoria segnato dagli ospiti nei minuti di recupero, ha riacceso gli animi.

Al rientro dagli spogliatoi, al termine di una partita che la Rhodense ha perso 2-1, dalla tribuna – sfruttando il tratto scoperto che conduce agli spogliatoi – sono volati sputi e insulti a non finire. Sputi che hanno raggiunto sul braccio e in testa l’arbitro Negri e l’assistente comasco Toniutto.

Va pure detto che la Rhodense, con i suoi dirigenti presenti al campo, è subito intervenuta per scusarsi con gli arbitri. E ieri la società ha fatto di più, inviando una lettera di scuse all’Aia regionale e ai vertici del Comitato Regionale: «Prendiamo le distanze da questo fatto – ha detto Massimo Pasquetti, direttore sportivo della Rhodense -: è una cosa inconcepibile normalmente, figuriamoci di questi tempi. Purtroppo non siamo riusciti a individuare l’autore del fatto. Non ci sono giustificazioni, nemmeno una prestazione poco felice dell’arbitro». Purtroppo, la regola della responsabilità oggettiva della società non lascia scampo: la Rhodense, i cui tifosi si sono resi protagonisti della pioggia di sputi, è già in attesa della san


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