Libertas Cantù, viaggio incubo
CAIO VOLLEY POOL LIBERTAS BRIANZA PALLAVOLO (Foto by Fabrizio Cusa)

Libertas Cantù, viaggio incubo

Prima l’attesa per Riva (all’ospedale per la caviglia), poi una deviazione su strade impervie da affrontare con l’ausilio di assi, sassi e cunei

Viaggio da incubo per la Libertas Cantù, al ritorno dalle Marche domenica sera. Al termine della gara, pullman di Cantù costretto a virare verso Fermo per recuperare Riva che si sottoponeva a esami clinici alla caviglia (nessuna frattura) e la sfortuna di incontrare lungo il percorso una pericolosa deviazione. «C’erano dei lavori e la cartellonistica obbligava a prendere alcune strade secondarie. A un certo punto, però, ci siamo trovati in un punto morto», racconta Redaelli. Prima la discesa; subito dopo, la salita. Peccato che il torpedone non avesse l’elasticità necessaria per sorpassare il dislivello. Che fare, dunque? Cuneo, sassi e assi da ponte rimediati lì vicino per mitigare il problema e un’ora e più di manovre per provare a disincagliare il bus. «E’ stata una lotta. Alla fine siamo arrivati a casa con due ore di ritardo rispetto al previsto», prosegue. Fortuna che, al di là della stanchezza, c’era la felicità per i punti raccolti a compensare


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