Ludi: «Allenarci a giugno? Per il Como non lo escludo»
Carlalberto Ludi, ds del Como (Foto by Cusa)

Ludi: «Allenarci a giugno?
Per il Como non lo escludo»

Il ds azzurro: «Sarebbe come una specie di pre-preparazione»

Campionato sospeso definitivamente. Così si è espressa la serie C e così da oltre un mese sosteneva si dovesse fare il Como, per bocca dei suoi vertici Michael Gandler e Carlalberto Ludi. Nell’assemblea che l’altro giorno ha portato alla decisione di inoltrare questa richiesta al Consiglio federale i voti favorevoli alla chiusura sono stati 52 su 59 - la Juve non ha diritto di voto in serie C -, e tra questi c’era ovviamente anche quello del Como.

«Una presa di posizione molto forte, ma del resto è davvero l’unica soluzione possibile», commenta il ds Ludi. Che come Gandler caldeggiava il blocco già da prima che si conoscessero i rigidi protocolli sanitari, che renderebbero ancora più difficoltosa la ripresa. «All’inizio dell’assemblea è stato presentato uno studio sull’impatto economico in caso di ripresa secondo le regole, si parla di una spesa di 150mila euro per ogni società, a fronte di nessun introito. Improponibile».

Qualcuno però, sia pure in netta minoranza, si è astenuto dal votare sul tema della chiusura definitiva. Presumibilmente società che vogliono lasciarsi aperta la possibilità di ricorso in caso di mancata promozione. Il Como si è astenuto, come altre 16 società, dal voto sulla modalità di scelta della quarta promossa, ha invece votato a favore del blocco delle retrocessioni e dei ripescaggi, tesi passate a larga maggioranza, 52 voti la prima e 56 la seconda.

«La scelta è stata soprattutto quella di appoggiare ciò che la categoria sostiene a larga maggioranza, abbiamo sempre ritenuto che sia giusto restare il più possibile compatti, indipendentemente dai nostri interessi». Il Como del resto non è direttamente coinvolto in tema di promozione né di retrocessione. «E poi comprendiamo che se può avere un senso premiare chi ha dominato il campionato, diversamente il discorso retrocessione è di solito questione di uno o due punti, è una lotta che le squadre si giocano fino all’ultimo, sono situazioni più difficili ed è una sentenza ben più pesante. Giusto bloccare». Anche se tutti questi aspetti dipendono da quello che si deciderà per gli altri campionati. «Per ora noi siamo l’unica categoria che si è pronunciata a favore della sospensione, ma è chiaro che se accadrà anche per gli altri campionati verranno usati criteri comuni. Non si può pensare che nessuno retroceda dalla C ma dalla B sì. Noi abbiamo esposto la nostra posizione, ma il Consiglio federale può decidere diversamente. Non è detto quindi, per esempio, che le promozioni possano rimanere tre, senza che si debba decidere come scegliere la quarta».

Insomma, da discutere c’è ancora tanto, e il rischio di diversi ricorsi effettivamente c’è. «C’è anche molta confusione, perché numeri alla mano c’è chi ha votato per la sospensione della stagione e poi per la disputa dei playoff... In quanto ai ricorsi, se il Consiglio federale esprimerà una sua posizione, non limitandosi a ratificare quella della Lega Pro, i margini saranno sicuramente inferiori».

Intanto, i giocatori del Como restano a casa, in attesa di notizie. «Non abbiamo ancora del tutto escluso di poter tornare ad allenarci in giugno, a questo punto come pre-preparazione all’anno prossimo. Ma solo nel caso che i protocolli sanitari si alleggeriscano, altrimenti non ne varrebbe la pena».


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