«Novembre ci aiuta
ma i dubbi rimangono»

Gelpi, il presidente dell’Aci di Como, guarda con ottimismo all’edizione numero 39 del Rally. «L’organizzazione dovrà partire non oltre fine agosto».

«Novembre ci aiuta ma i dubbi rimangono»
Il Rally Aci di Como ha sempre avuto un’alta percentuale di spettacolarità (qui Gilardoni in azione)
(Foto di foto Selva)

Il coronavirus ha fatto chiudere nel cassetto anche il calendario nazionale rally e al momento non si sa quando si potrà riparlarne. Al momento tacciono, quindi, i motori anche del Rally Aci Como, ma la data del 7 novembre, nella quale dovrebbe svolgersi, lascia ancora margini di speranza all’Automobile Club di Como.

La squadra operativa, guidata dal presidente Enrico Gelpi, con il vice Paolo Brenna e il direttore Roberto Conforti, comunque, tiene costantemente monitorati l’evolversi dell’ epidemia ed i conseguenti provvedimenti legislativi assunti dalle autorità. Com’è noto, il 39°Trofeo Aci Como, in programma venerdì 6 e sabato 7 novembre, sarà per il secondo anno consecutivo finale di Coppa Italia 2020.

La prima domanda che ci si pone, dunque, è se si potranno fare prima tutte le gare di zona per determinare i finalisti che dovranno giocarsi il titolo a Como. «Ma questo è un problema superabile – è convinto il presidente Enrico Gelpi – perchè se l’emergenza rientrerà per tempo, si possono riprogrammare le gare attualmente sospese. La Commissione Rally Aci Sport, potrebbe anche cambiare destinazione della gara qualora non ci fosse tempo per le qualificazioni. I problemi purtroppo sono altri».

Quali? «Ho sentito che il Giro di Lombardia è stato spostato al 31 ottobre, quindi la settimana prima del nostro rally. La notizia ci ha dato speranza, perchè fa guardare al futuro con maggiore fiducia, conoscendo anche il desiderio di tanti equipaggi comaschi che non aspettano altro che correre nel rally di casa. Ma bisogna anche pensare che il ciclismo e l’automobilismo sono sullo stesso piano per concentrazione di pubblico ad assistere alla gare. Nel caso del rally, infatti diventerebbe impossibile far tenere le distanze tra gli spettatori sulle prove speciali. Pertanto si può pensare di rimetterci in moto per organizzare il nostro rally solo quando l’andamento dell’epidemia e le normative di legge lo consentiranno in piena sicurezza».

Quale ritiene possa essere il limite temporale per poter riaccendere i motori? «Fortunatamente, ripeto, la fissazione del nostro rally rimane ad inizio novembre e ciò ci concede buoni margini, ma per poter svolgere veramente la gara dovremo partire con l’organizzazione non oltre la fine di agosto. L’anno scorso abbiamo avuto il record di iscritti e se ciò avvenisse ancora saremmo comunque in grado di farcela in due mesi».

Tanto più che ormai l’Aci Como dispone di una squadra molto ben collaudata. «È vero. Anche gli ottimi rapporti con le istituzioni faciliteranno sicuramente il compito. A cominciare dalla Prefettura per le autorizzazioni e dalle amministrazioni comunali dei territori attraversati dalla gara, con le quali ci sono rapporti di fiducia consolidati. Personalmente sono fiducioso, tanto più che se potremo far svolgere il nostro rally, significherà che finalmente l’incubo che stiamo vivendo sarà alle spalle».

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