Nibali, conferenza a Como  «Qui è un po’ casa mia»
Como Hotel Cruise conferenza stampa del ciclista Vincenzo Nibali con Brent Copeland e gli assessori Marco Galli e Simona Rossotti (Foto by Andrea Butti)

Nibali, conferenza a Como

«Qui è un po’ casa mia»

All’Hotel Cruise di Como, è stata la firma posta su un contratto: quello di amore e collaborazione tra il ciclismo e Como

Solo in teoria, una conferenza stampa. In realtà, quella di Vincenzo Nibali di oggi, all’Hotel Cruise di Como, è stata la firma posta su un contratto: quello di amore e collaborazione tra il ciclismo e Como. Il leader sudafricano della Bahrain Brent Copeland ha organizzato un ritiro a Como della sua squadra, per tre giorni, trovando porte aperte da istituzioni e albergatore. E ieri, sul tavolo dei relatori, oltre a Copeland e a Nibali, c’erano gli assessori Marco Galli e Simona Rossotti per controfirmare il tutto. Se il progetto avrà una dimensione kolossal lo si vedrà. Ma certo ieri si è parlato di disponibilità della Bahrain a condividere eventi con la città di Como (magari sul tema delle bici elettriche) e di ripetere questo ritiro di fine stagione (cui hanno partecipato i nuovi della squadra: Sieberg, Tratnik, Teuns, Williams, Garosio, Bauhaus, Caruso) anche nelle prossime stagioni.

Tutto questo passava sopra la testa di Vincenzo, seduto al tavolo, con la solita disponibilità e gentilezza, a ricordare e ribadire che «ora Como è un po’ casa mia. Qui ci ho vinto due volte, e sabato ci ho guadagnato il terzo podio. Un secondo posto speciale». Già, dopo l’incidente e la vertebra rotta, magari non tutti se lo aspettavano competitivo: «L’altro secondo posto in una classica l’avevo ottenuto alla Liegi, ma lì era stata una sconfitta, questa quasi una vittoria. Sono stato fermo 20 giorni, come una pausa invernale e ho accelerato per essere pronto il più possibile. Alla Tre Valli ho capito che ero in condizione. Ma Pinot sul Civiglio mi ha mollato. Stavolta ero io in difesa e lui in attacco, anche se forse mi temeva». E l’attacco in discesa a Monte Olimpino?, ha chiesto l’inossidabile Mino Bruno dalla platea. «Di rabbia. Ci stava perdere la gara, ma il podio proprio no. Lo volevo a tutti i costi». Como casa sua, anche per gli allenamenti: «Bisbino, Schignano, Porlezza le salite che faccio più spesso. Il caffè ad Argengo o a Cernobbio? Più spesso a Cernobbio». Ha parlato della gente, quella fantastica gente che ha visto al Muro ma che in Francia lo ha buttato per terra: «Sapete qual ’è il


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