Sì, anche il ciclismo  mette il piede a terra
I corridori sono in attesa di tornare in sella (Foto by foto d’archivio)

Sì, anche il ciclismo

mette il piede a terra

Le riflessioni di Cristian Rigamonti attuale gerente della federazione comasca.

«Siamo messi male male: non si può fare più niente». Cristian Rigamonti, vicepresidente di federciclismo Como - e attuale gerente della federazione comasca in attesa delle nuove elezioni a seguito della morte dell’ex presidente Franco Bettoni - è sconsolato.

Il ciclismo, dagli amatori fino alle gare competitive, giovanili e non solo, è completamente fermo. «Non possiamo nemmeno uscire ad allenarci, neppure a livello amatoriale. Non si può più uscire per strada, o altrove, in bicicletta: siamo completamente fermi».

Partita già con l’handicap della comparsa del già citato Bettoni e con la necessità, dunque, di riannodare i fili delle attività sul territorio, la stagione del pedale lariano, esattamente come quella dell’intera nazione, non si sa bene quanto potrà essere inaugurata.

«Al momento si possono allenare soltanto i professionisti. Tutti gli altri no e, non a caso, tante società hanno comunicato la sospensione degli allenamenti. Chi può si allenerà a casa, sui rulli. È chiaro che non sarà semplice farlo. In queste condizioni è impossibile dire quanto la stagione potrà partire. Dubito che la gara in programma il 5 aprile potrà tenersi. Come è facile capire, è tutto in forse, un enorme punto di domanda».

L’articolo completo sulla Provincia di giovedì 12 marzo


© RIPRODUZIONE RISERVATA