Sincerità Cappellini:
«Poteva andare meglio»

La comasca, sesta all’Olimpiade di Sochi, commenta la sua pattinata con Luca Lanotte: «Siamo qui da parecchio e non ci siamo allenati come avremmo potuto fare a casa»

«Poteva andare un po’ meglio, ma siamo qui da parecchio e non ci siamo allenati come avremmo potuto fare a casa». Anna Cappellini commenta così la prestazione di stasera nel libero della danza assieme a Luca Lanotte, col duo azzurro che ha chiuso al sesto posto la finale olimpica di Sochi.

«Ma abbiamo messo insieme due prestazioni pulite», aggiunge la Cappellini che, chiamata a fare un paragone con Budapest, spiega: «sono due esperienze diverse. Vincere il titolo europeo ha cambiato le nostre carriere ma venire alle Olimpiadi è l’esperienza più bella per un atleta, far parte di un evento enorme come questo ti fa sentire ancora di più l’appartenenza al tuo Paese ed è grandioso».

Lanotte, dal canto suo, si dice soddisfatto del punteggio tecnico di stasera (49,50) «perché ieri non siamo stati ai nostri livelli e mi dispiaceva. I giudici ci hanno dato quello che abbiamo meritato e che speravamo di ottenere».

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