Un grido di dolore  «Così dura ripartire»
Il calcio dilettanti deve ancora capire come potrà ripartire

Un grido di dolore

«Così dura ripartire»

Non si possono organizzare gli allenamenti. «Inaccettabile l’ok per il calcetto e per noi ancora no». E c’è anche il problema dell’accesso del pubblico

Il calcio dilettantistico chiede nuove norme e certezze per la ripresa vera dell’attività. Perché, al momento, nessuno può ancora organizzare allenamenti in maniera tradizionale - il protocollo in essere ancora non lo prevede – superando le misure legate al distanziamento e alla prevenzione che ora impediscono anche solo di disputare le classiche “partitelle”.

Una protesta nata dopo la presa di coscienza che, nei parchi pubblici, nei campetti privati di calcio a 5, negli oratori, la ripresa degli sport di contatto è ripresa già da settimane. E non c’è solo questa problematica, perché tanti chiedono lumi anche sull’ingresso degli spettatori negli impianti sportivi che ospitano le partite, in questo momento vietato dal protocollo.

Questi temi sono emersi nel corso della videoconferenza tra i presidenti dei comitati regionali dell’Area Nord della Lnd, dove alla fine si è registrata la «forte volontà e l’unanime richiesta di una sostanziale modifica dell’attuale protocollo della Federazione Italiana Giuoco Calcio per la ripresa dell’attività calcistica, giovanile e dilettantistica, in totale sicurezza», riunione a cui ha partecipato anche Giuseppe Baretti per la Lombardia.

La richiesta è di modificare le norme attuali e renderle aderenti a quelle emanate dai Governi regionali e provinciali in materia, che permettono lo svolgimento degli sport di squadra e di contatto, mentre il citato protocollo della Figc, ad oggi, non consente la ripresa dell’attività calcistica. I presidenti sono ben consapevoli che alcune regole rimarranno invariate per garantire la salute di atleti e dirigenti, ma allo stesso tempo ritengono essenziale ripartire con l’attività sportiva, anche per sperimentare e collaudare i comportamenti da tenere nella malaugurata ipotesi che il Covid-19 dovesse permanere anche nei prossimi mesi.

«È inaccettabile – si legge nel comunicato congiunto dei vari presidenti – e incomprensibile il fatto che sia consentito giocare a calcio senza precauzioni da parte di ragazze e ragazzi negli spazi liberi e nei campetti sportivi delle città e dei paesi, mentre rimanga bloccata la ripresa dell’attività sportiva dilettantistica e giovanile sotto l’egida della Figc. Una ripresa che consentirebbe, tramite la collaborazione preziosa delle società affiliate, di svolgere anche un controllo preventivo e contenitivo sulla situazione del Covid-19».

Tempestivo allentamento o annullamento del protocollo, con l’appoggio del presidente Lnd, Cosimo Sibilia: l’auspicio è che venga consentito dalla Figc di riprendere il gioco del calcio anche alla presenza del pubblico con il distanziamento o la mascherina indossata dagli spettatori.

Anche perché il tempo stringe: dopo Ferragosto le squadre si ritroveranno per la preparazione e a metà settembre sono già in programma le prime sfide ufficiali di Coppa Italia d’Eccellenza e Coppa Lombardia per le altre categorie, mentre i campionati regionali cominceranno due settimane dopo, il 27 settembre.


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