Addio ad Arnaboldi
Memoria di Cantù
tra politica e basket

Segretario Dc, assessore, presidente dell’ospedale e della casa di riposo. E “primo tifoso” della squadra. Disse di sè: «Un dovere occuparsi anche della comunità»

La definizione migliore di se stesso avrebbe potuto darla soltanto lui, con la sua ironia e il suo senso per la frase giusta. Di certo, una riuscita sintesi l’aveva già mandata a bersaglio: «In sostanza la mia vita è stata una chiacchierata infinita», aveva detto con il suo solito sorriso qualche anno fa, in un’intervista a La Provincia.

Perché Nando Arnaboldi, morto a 85 anni, è stato segretario della Dc di Cantù dagli Anni di Piombo, protagonista nel partito a prescindere dal ruolo fino agli Anni Novanta. Anche capogruppo in Consiglio comunale, assessore, presidente dell’allora ospedale di circolo e della casa di riposo. Memoria storica di Cantù. E, una delle sue qualifiche probabilmente preferite: tifosissimo da sempre della Pallacanestro Cantù.

Allievo del collegio arcivescovile De Amicis sino alla maturità. Legato alla città, al basket, al legno - papà artigiano del mobile - al pizzo. Dal 1948 con la tessera della Gioventù italiana di Azione Cattolica. Poi la prima tessera Dc datata 1962, con la firma del segretario Aldo Moro. Eletto segretario Dc a Cantù nel 1975. Presidente dell’ospedale dal ’70 al ’77 e poi consigliere fino all’81. Presidente della casa di riposo Garibaldi Pogliani dal 1978. Di sé aveva anche detto: «Sono cresciuto con la tacita convinzione che fosse un dovere occuparsi della comunità». (C. Gal.)

© RIPRODUZIONE RISERVATA