Arosio: legionella, caso chiuso  Docce di nuovo utilizzabili
L’ingresso del palazzetto dello sport di via Buonarroti ad Arosio

Arosio: legionella, caso chiuso

Docce di nuovo utilizzabili

Ultimata la disinfestazione nei bagni del palazzetto dello sport Il batterio trovato in un soffione. Il sindaco. «Sostituiti tutti i “doccioni”»

Da mercoledì le docce del palazzetto dello sport di via Buonarroti ad Arosio sono tornate a disposizione degli atleti. Lo stop era stato imposto il 18 novembre scorso, dopo aver riscontrato, durante un normale controllo, la presenza del batterio della legionella, in una doccia. L’amministrazione comunale aveva deciso la chiusura per tre giorni per permettere gli interventi di bonifica. Martedì l’esito positivo delle analisi e il conseguente via libera per l’utilizzo da parte delle società sportive e delle scuole, primaria e secondaria di primo grado.

«È stata eseguita un’attività di bonifica all’impianto sanitario perché durante un’attività di controllo è stata riscontrata, nel soffione di una doccia, la presenza di legionella - spiega il sindaco Alessandra Pozzoli - La bonifica ha riguardato l’impianto con un trattamento termico e con l’ipoclorito di sodio, oltre alla sostituzione dei doccioni».

Nel marianese è il secondo caso, in pochi mesi, di presenza del battere. Ad agosto a Mariano, in un condominio la legionella ha causato il ricovero in ospedale di un uomo, con il decorso che poi è stato positivo.

Dal 2016 ad oggi la Asst Lariana ha diagnosticato 35 casi di legionella, con una prevalenza maschile: 26 gli uomini e 9 le donne. In tre casi è stato necessario il ricovero in Terapia Intensiva. I dati sono stati presentati in un recente seminario, a cura dell’ordine provinciale degli ingegneri e di quello dei medici.

«La legionellosi generalmente è contratta per via respiratoria mediante inalazione o aspirazione di aerosol contenente il battere – spiega Mauro Volontè, presidente dell’Ordine degli Ingegneri comaschi - . Gli ambienti di maggior rischio di contagio sono docce e impianti di condizionamento che usano l’acqua proveniente dagli acquedotti per umidificare l’aria o sistemi di nebulizzazione. Riveste una grande importanza la corretta progettazione, così come adeguate manutenzioni e pulizie degli impianti idrosanitari e di climatizzazione».

Il dottor Luigi Pusterla, primario dell’Unità Operativa di Malattie Infettive della Asst Lariana, propone alcuni consigli per limitare al massimo la possibilità di inalare legionelle: «È opportuno provvedere alla manutenzione degli apparati di condizionamento, far scorrere l’acqua calda per qualche minuto prima di fare la doccia, aprire le finestre o usare aspiratori per evitare il ristagno di vapori, non usare acqua del rubinetto per inalazioni (aerosol) e usare quella distillata o bollita per elettrodomestici che possono disperdere nell’aria vapori a temperature non inferiori a 60°».


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