Arosio sindaco di Cantù

Si apre uno spiraglio?

Alessandro Fermi, coordinatore di Forza Italia: «Ci sono le alternative per rimuovere l’incompatibilità». Si fa strada l’ipotesi del cambio della struttura societaria dell’azienda di proprietà del fratello e della cognata

Arosio sindaco di Cantù Si apre uno spiraglio?
Edgardo Arosio con Nicola Molteni

Nessuno avrebbe mai immaginato, venti giorni fa, che il centrodestra vittorioso alle elezioni si sarebbe ritrovato a vivere queste ore tanto difficili, in cui si resta aggrappati alla speranza di trovare una via d’uscita mentre si avvicina il primo consiglio comunale di lunedì, a partire dal quale al sindaco Edgardo Arosio resteranno dieci giorni per rimuovere l’incompatibilità che lo sta scalzando dalla poltrona di primo cittadino.

Come ormai noto in maggio il Comune ha stipulato un contratto di appalto per il servizio dei trasporti funebri con la ditta Consorzio Canturino Pompe Funebri di Ornella Zanfrini & C, tra cui i soci amministratori risultano il fratello del sindaco, Armando Arosio, e sua moglie Ornella Zanfrini.

Per riuscire a restare al proprio posto e non decadere, il sindaco Arosio doveva sperare che il fratello e la cognata rinunciassero all’appalto, speranza cancellata da un comunicato diffuso dal legale degli stessi, nel quale si legge che non sono intenzionati a «rinunciare ad adempiere alle obbligazioni assunte ed ai relativi diritti acquisiti».

Un duro colpo per Arosio, che in questi giorni, così come i vertici di Lega e Forza Italia, si stava spendendo per cercare una soluzione. Ancora più delicata, come lui stesso ha ammesso, in virtù del fatto che si tratta di una questione che mette in campo gli affetti. Ennesima giornata difficile quella di ieri, probabilmente la più difficile da che è iniziata questa vicenda, con cellulari spenti e poca voglia di parlare.

Il centrodestra, però, non si dà ancora per vinto. Il coordinatore provinciale di Forza Italia Alessandro Fermi non lo nasconde, la decisione del consorzio non ha destato grande stupore: «Me l’aspettavo, fin dal primo approccio si era colta la difficoltà rispetto a una rinuncia tout court. C’è ancora un po’ di tempo – prosegue – e la speranza rimane in parte viva. Le alternative per rimuovere l’incompatibilità esistono, speriamo che vengano prese in considerazione. E poi, ripeto, è sempre possibile cambiare idea»

Alternative di cui nessuno parla apertamente, ma che, a conti fatti, si ridurrebbero solamente a una, ovvero l’eventualità che venga modificata la struttura societaria del consorzio, in modo che i soci amministratori non siano più il fratello e la cognata del sindaco. Possibile, sulla carta, ma una simile scelta, non certo da poco, è tutta nelle loro mani. E il centrodestra può solo restare a guardare. «Le tenteremo tutte per salvare Arosio – continua Fermi – da una legge totalmente assurda perché retroattiva, nell’interesse della città e dei canturini».

Altri dettagli sul giornale in edicola giovedì 13 luglio.

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