Campagna vaccina in frenata  In due settimane 5mila prime dosi
Rallenta anche nel Comasco la campagna vaccinale

Campagna vaccina in frenata

In due settimane 5mila prime dosi

L’adesione a luglio crescerà solo dell’1% - In totale 78mila iniezioni, ma sono quasi tutti richiami - A fine mese ancora un comasco su cinque non protetto

La campagna vaccinale si sta fermando, fino ad agosto le adesioni aumenteranno di un solo punto percentuale.

Entro la fine di luglio nel comasco sono in programma 78.573 vaccinazioni. Tante, la mole di lavoro per gli operatori dell’Asst Lariana negli hub di Villa Erba e di Lariofiere non mancherà, come pure per le cooperative e i medici impegnati a Lurate Caccivio e a Mariano Comense. Il problema è che 73.314 di questi appuntamenti già fissati in calendario riguardano seconde dosi. Sono i richiami delle persone che devono completare il ciclo e che hanno prenotato tramite il portale un mese fa. Le nuove dosi, i nuovi appuntamenti, si limitano a 5.259. Un numero ridotto che non sposta le sorti della campagna vaccinale.

Oggi infatti i comaschi che non sono ancora stati vaccinati in totale sono 141.367, il 26,3% della popolazione vaccinabile sopra ai 12 anni. A fine mese, fatte le 5.259 nuove dosi, i non vaccinati diventeranno 136.108, quindi il 25,3% sul target complessivo. La campagna insomma rallenta, si coprirà soltanto l’1% della popolazione in più.

Succede in verità già da alcune settimane, le prime dosi si sono ridotte a poche centinaia a fronte di migliaia di richiami al giorno. Del resto tra aprile e maggio la campagna vaccinale a Como correva veloce macinando quasi un punto percentuale di copertura di prime dosi sul totale della popolazione.

È vero che un blocco importante di prenotazioni si apre in via Napoleona e ancora a Lariofiere dopo il 23 agosto per i più giovani, la popolazione studentesca. Ma è altrettanto vero che le nuove adesioni scarseggiano. Oggi più che le dosi dei vaccini manca la gente che vuole farsi vaccinare. Chi voleva fare il vaccino ormai ha avuto modo di farlo o, almeno, di prenotare un appuntamento. Mancano i ritardatari, i disinteressati, i timorosi, gli scettici e non ultimi i “no vax”. Tanto che in assenza di un vero obbligo sono allo studio maggiori incentivi tramite il green pass. Il certificato vaccinale in particolare a breve potrebbe essere necessario per partecipare a eventi, concerti, per entrare allo stadio, in discoteca o in palestra e anche per salire sul treno o sull’aereo.

Sempre a riguardo del prosieguo della campagna vaccinale occorre poi ricordare che nelle settimane centrali di agosto il numero di vaccinazioni verrà ulteriormente ridotto. Sia nelle prime che nelle seconde dosi. Èuna scelta calcolata della Regione anticipata da tempo per venire incontro ai tanti cittadini in vacanza, è insomma la “flessibilità da ombrellone”. Nella speranza che poi si possa correre prima della ripartenza della scuola.

Nella nostra provincia nonostante tutte le difficoltà la campagna vaccinale è a buon punto. Ha ricevuto una dose l’89,6% degli over 80 comaschi, l’88% dei settantenni, l’82,9% dei sessantenni, il 77,8% dei cinquantenni, il 71% dei quarantenni, il 63,7% dei trentenni, il 62,8% dei ventenni e il 41,5 dei minorenni. Questi numeri testimoniano comunque un buon risultato se confrontato con altre province lombarde e altri territori.


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