Cantù, i 95 anni del “Pattìn”  «I miei 500 viaggi per curare i malati»
Uno dei tanti viaggi di Giuseppe Marelli per aiutare i bambini

Cantù, i 95 anni del “Pattìn”

«I miei 500 viaggi per curare i malati»

Giuseppe Marelli è uno dei benemeriti di Cantù. «Ho risposto a un appello della Croce Rossa nel 1969. Da allora ho girato il mondo, sempre a mie spese»

Ha compiuto 95 anni ieri ed è stato festeggiato in maniera sobria nella sua abitazione di via Francesco Pastonchi: Giuseppe Marelli, meglio noto come “Pattìn”, cittadino benemerito nel 2002.

«Manco dall’Africa da qualche anno, perché purtroppo con l’avanzare dell’età l’organismo non riesce a mantenere le difese immunitarie. Comunque fino a sette anni fa ho fatto continuamente la spola con l’Eritrea, dove aiutavo un centro ortopedico in grado di assistere i piccoli mutilati della guerra locale. Un’esperienza veramente tragica, che coinvolgeva intere famiglie. Per la mia attività non ho mai voluto nulla, mi bastava il sorriso delle persone che aiutavo».

C’è un aspetto in tutta la vicenda umana di Giuseppe Marelli che ha dell’incredibile. E che ribalta tanti luoghi comuni sui canturini attaccati al denaro. «Tutto è nato in risposta a un appello della Croce rossa internazionale. Correva l’anno 1969. Ho sempre agito alla luce del sole, cercando di dare concretamente una mano a chi soffre. In 500 viaggi ho cercato di alleviare le sofferenze di tante persone. Ho sempre pagato il biglietto. Non ho chiesto rimborsi, anche perché c’era soltanto gente da aiutare».


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