«Case di riposo, basta illegalità   a Mariano  Stiamo già ricollocando gli ospiti»
Un’ambulanza in viale Lombardia per portare via gli ospiti (Foto by Bartesaghi)

«Case di riposo, basta illegalità a Mariano

Stiamo già ricollocando gli ospiti»

L’assessore Conti interviene sugli arresti dei gestori della struttura “Convivendo”: «Ringrazio le forze dell’ordine e i servizi sociali che sono al lavoro per aiutare le famiglie»

«L’operazione si è svolta in maniera celere con il grande impegno dei Carabinieri del Nas, l’Ispettorato del Lavoro, la Procura e la Polizia Locale per ristabilire la legalità all’interno della comunità, nostro primario obiettivo».

Così l’assessore ai Servizi sociali, Simone Conti commenta l’azione di controllo che ha portato all’arresto del gestore della “Convivendo onlus” Salvatore Valenti, 44 anni e della convivente, Anjela Bostan, 35 anni, con l’accusa di sfruttamento del lavoro all’interno di quella che per molti era una casa di riposo abusiva.

Un finale, forse inatteso, che nasce però non dall’indagine sulla natura di “Convivendo” ma da quella per omicidio colposo aperta lo scorso novembre, in seguito alla morte di una settantenne ospite della struttura.

«Un ringraziamento particolare va al servizio vigilanza di Ats Insubria, alla Croce Bianca Mariano, alle assistenti sociali del Comune e a tutti i dipendenti e gli operatori coinvolti nell’operazione» prosegue Conti.

Il quale aggiunge: «Il prezioso lavoro di ognuno, nella reciproca collaborazione, ha consentito di ricollocare in Rsa o al proprio domicilio i 24 ospiti presenti nelle strutture non autorizzate di via Isonzo e viale Lombardia», ossia sette appartamenti chiusi con i sigilli da venerdì.

«Ma il ruolo del Comune non termina con la chiusura dell’attività» prosegue Conti, che spiega: «Anzi, inizia, tant’è che già da ieri i dipendenti dei Servizi sociali sono rientrati in municipio per risentire tutte le famiglie degli ospiti della Convivendo, sia quelli che hanno riportato i parenti a casa per capire se hanno trovato una struttura alternativa, sia quelli che hanno i propri cari in una Rsa disponibile al momento della chiusura dall’attività per indirizzarli in strutture a prezzi più contenuti e più vicini alla loro casa».


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