Covid: contagi in picchiata a Cantù
Sono scesi a 14, erano arrivati a 938

Due settimane fa erano 24, oggi sono quasi dimezzati. Una dozzina in quarantena. È uno dei dati più bassi di sempre (il record a luglio: 3). Il picco della pandemia a novembre 2020

Covid: contagi in picchiata a Cantù Sono scesi a 14, erano arrivati a 938
CANTU - OSPEDALE SAN ANTONIO ABATE
(Foto di Stefano Bartesaghi)

Un anno fa, di questi tempi, la città era alla vigilia della nuova ondata di Covid che chiudeva aziende e negozi, che affollava l’ospedale, che impediva la Fiera del Crocifisso di fronte al conteggio dei positivi che cresceva di giorno in giorno. Tanto che si sarebbe arrivati, il 22 novembre, al picco: 938 canturini affetti da Covid e 95 in sorveglianza attiva.

Oggi i positivi sono un numero sessantasette volte inferiore, 14 solamente. Nel mezzo, la campagna vaccinale. Ma anche, da ottobre a oggi – quindi senza considerare la prima ondata Covid – 111 decessi solo in città causati dal virus. Settembre ha significato la ripresa della scuola e la fine delle vacanze, e quest’anno anche l’introduzione del Green pass. Nonostante i ragazzi siano tornati in classe in presenza e nonostante la vita anche sociale abbia ripreso, pur con tutte le accortezze e le misure di sicurezza anti-Covid, la Cantù di oggi non ha nulla a che vedere con quella dell’autunno scorso.

Mai Covid-free

Attualmente si contano 14 positivi e 12 persone in sorveglianza attiva, quindi numeri dimezzati rispetto a due settimane fa. Cantù, date le dimensioni, non è ancora riuscita a diventare Covid free, ma c’è andata vicina ai primi di luglio, arrivando a 3 casi. Di contro lo scorso novembre si era toccato il picco, 938 positivi e fino alla fine dell’anno si è rimasti sempre sopra quota 500. Il dato più tragico, quello dei decessi: tra metà dicembre e metà gennaio erano raddoppiati: da 23 a 46 in un mese.

Il 26 ottobre 2020 all’ospedale Sant’Antonio Abate l’area Multidisciplinare era stata destinata insieme alla Week-Day Surgery all’accoglienza di pazienti affetti dal virus, diventata Covid free solo a maggio. Dopo 400 pazienti ricoverati in sette mesi. «Rispetto ad un anno fa – dice la direttrice sanitaria dell’ospedale cittadino Elena Scola - la situazione è certamente migliorata e il merito è tutto dei vaccini e dei comportamenti corretti. Dobbiamo quindi continuare su questa strada».

La città al 92,43% di vaccinati

Oggi in città la percentuale di cittadini che ha ricevuto la prima dose del vaccino anti Covid è del 92,43% - superiore alla media provinciale – pari a 31.530 su una popolazione target di 34.113. Da giovedì negli hub vaccinali di Asst Lariana è stata avviata a possibilità di somministrare, in maniera abbinata, il vaccino anti Covid e il vaccino antinfluenzale. Le categorie per le quali, in questa fase, sarà possibile effettuare la co-somministrazione sono i cittadini over 80 che si sono prenotati per ricevere la dose di richiamo anti Covid e poi immunocompromessi e trapiantati e tutte le persone aventi diritto alla vaccinazione antinfluenzale secondo le indicazioni ministeriali purché si siano prenotate per ricevere la prima o seconda dose anti Covid. E’ arrivato il via libera anche per gli over 60.

E già ci si sta preparando per rimettere in moto la macchina che la scorsa primavera, con i medici di medicina generale coordinati da Antonio Iofrida, Croce Rossa, Protezione Civile e Anc aveva portato la vaccinazione a domicilio a 800 persone fragili.

Silvia Cattaneo
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