Crescono i contagi: +120% in sette giorni Mai così tanti dal mese di maggio
Torna a salire la pressione sugli ospedali cittadini

Crescono i contagi: +120% in sette giorni
Mai così tanti dal mese di maggio

Gli attualmente positivi saliti da 256 a ben 528 in sette giorni - - Gli incrementi maggiori ad Albiolo Cantù, Mariano, Montano Lucino, Olgiate Comasco, Tavernerio e Turate

Como

Il Covid, nella nostra provincia, non circolava così da metà maggio. E nonostante i numeri stiano crescendo anche rapidamente, la situazione non è minimamente paragonabile a quella di un anno fa, quando l ’assenza dei vaccini aveva fatto schizzare i nuovi casi da poche decine a oltre 500 nel giro di una settimana. Certo è, e i numeri lo confermano, che da un mese a questa parte si è assistito a un incremento dei contagi e, di conseguenza, anche dei ricoveri in ospedale (anche se il Sant’Anna, al momento, resta hub territoriale ma non regionale, quindi i posti letto dedicati ai pazienti Covid erano limitati a un paio di reparti e non di più).

Uno degli indicatori che danno lo stato di salute del territorio sul fronte dei contagi, è inevitabilmente quello degli “attualmente positivi” ovvero tutte le persone i cui tamponi hanno segnalato la presenza del virus e che, di conseguenza, sono costrette a casa.

Giovedì (ultimo dato disponibile) quelle persone erano 528. Un mese fa esatto (il 18 ottobre scorso) erano 226. In realtà il vero boom lo si è avuto nell’ultima settimana quando si è passati da 256 “attualmente positivi” al numero attuale.

Ci sono comuni dove il dato aggiornato da Ats segnala la presenza di cluster o focolai che si sono diffusi rapidamente. È il caso di di Albiolo (da uno a 10 casi in sei giorni), Bregnano, Lurate Caccivio e Olgiate Comasco (da due a dieci casi in entrambi i paesi), Montano Lucino (da 4 a 22), Tavernerio (da 4 a 13), Turate (da 7 a 33), Uggiate Trecano (da 1 a 7) e a Vertemate (da zero a 7).

Salgono velocemente i casi anche nei comuni maggiori, a cominciare da Mariano Comense (da 9 a 34), Cantù (da 17 a 34 casi), Erba (da 9 a 17) e - seppure con ritmi molto più contenuti - la città di Como (da 45 a 62). Questi i numeri a giovedì scorso, ieri si sono aggiunti 130 nuovi casi.

Fatta la fotografia attuale, bisogna però anche metterla a confronto con quella di un anno fa. Il 20 novembre 2020 infatti la nostro provincia segnava 948 casi in una giornata (poco meno del doppio di quelli complessivi attuali), ben 441 pazienti ricoverati al solo ospedale Sant’Anna e 19 decessi.

I medici e le autorità sanitarie spingono per la terza dose, necessaria soprattutto per colpa dei tanti no vax che ancora non si sono protetti consentendo così al virus di continuare a girare, per cercare di stroncare o comunque ridurre gli effetti della quarta ondata.

Quarta ondata che ha portato il numero di ricoverati in Lombardia a 656 (ieri ci sono stati altri 33 pazienti in più), quelli in terapia intensiva a 58 (ma per fortuna la crescita delle rianimazioni è molto contenuta, ieri un ricovero in più), gli attualmente positivi in regione e superare la soglie dei 20mila (numero che non si registrava dai primi di giugno).

In Lombardia i nuovi positivi hanno sfiorato ieri quota 2mila ma a fronte di un numero molto elevato di tamponi (il tasso di positività è dell’1,6%). Infine da rilevare un incremento (ancorché lieve) delle chiamate al 118 per patologie respiratorie.


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