Disco rosso di Regione e Asst
No ai vaccini over 70 a Cantù

Cade nel vuoto la richiesta del sindaco Alice Galbiati Banfi: «In fase di avvio l’hub di Mariano». Fermi: «C’è anche Lariofiere»

Disco rosso di Regione e Asst No ai vaccini over 70 a Cantù
CANTU - OSPEDALE SAN ANTONIO
(Foto di Stefano Bartesaghi)

Niente da fare per Cantù, in città non è prevista l’attivazione di un centro vaccinale massivo e l’ospedale Sant’Antonio Abate, terminati i richiami degli over 80, garantirà le somministrazioni solo ai pazienti fragili e vulnerabili in carico alla struttura. Il punto di riferimento per i cittadini del Canturino quindi, conferma Asst Lariana, sarà l’hub vaccinale di prossimità in fase di apertura a Mariano, al Palatenda, che sarà gestito da medici di medicina generale. Il sindaco Alice Galbiati aveva inviato il giorno prima una lettera al direttore generale di Ats Insubria Lucas Maria Gutierrez e a quello di Asst Lariana Fabio Banfi per chiedere notizie certe e invitarli a un incontro pubblico da tenersi a stretto giro, per illustrare le strategie della campagna vaccinale.

Lettera dai toni piuttosto acuminati, che concludeva scrivendo «resto convinta che il buon senso ed una più approfondita analisi porteranno alla decisione di proseguire la somministrazione presso l’ospedale di Cantù anche per le altre fasce di popolazione e per tutto il tempo che sarà necessario».

Sì all’ospedale di Menaggio

Ma la richiesta è caduta nel vuoto. Al contrario di quanto avverrà invece a Menaggio, dove, esaurite le seconde dosi per gli over 80, anche gli over 70 che risiedono nei 16 Comuni dell’ex Comunità Montana delle Alpi Lepontine potranno vaccinarsi all’ospedale locale. Proprio Cantù, seconda città della provincia di Como, resta scoperta.

«La programmazione della campagna vaccinale è in capo a Regione - si legge in una nota di Asst Lariana - e con l’attivazione degli hub per la vaccinazione massiva l’indicazione è stata di concentrare tutte le risorse in questi centri al fine di garantire elevati volumi di inoculazioni». I due hub massivi individuati e gestiti da Asst Lariana sono Lariofiere a Erba e Villa Erba a Cernobbio, dove, stante la disponibilità di vaccini, si arriverà a garantire fino a 3mila somministrazioni al giorno. In capo alla cooperativa Medici Insubria è stato avviato anche un centro vaccinale a Lurate Caccivio. «Quanto alla richiesta di un incontro - osserva il direttore generale Fabio Banfi - ho sempre garantito la mia disponibilità ad intrattenere rapporti collaborativi e di confronto con i sindaci del territorio così come con qualsiasi livello istituzionale e organizzazione sociale».

Ats Insubria non replica

Ats Insubria, al momento, non intende replicare a mezzo stampa. Era stato il presidente del consiglio regionale Alessandro Fermi ad annunciare che l’ospedale di Menaggio proseguirà le operazioni vaccinali, ma blocca qualunque tentativo di farne un derby con Cantù: «Le due situazioni non possono venire comparate, quella di Menaggio, per la sua dislocazione, è completamente differente e rendeva necessario garantire ai cittadini la prosecuzione delle vaccinazioni. Per quanto riguarda Cantù, invece, credo che in nessun ospedale lombardo, per scelta precisa, si siano attivate vaccinazioni massive dove sono presenti reparti Covid, per evitare promiscuità».

L’interruzione al Sant’Antonio, però, non lascia sguarnito il territorio: «Ritengo che con l’apertura dell’hub vaccinale a Mariano – prosegue Fermi – il Canturino sia ben fornito, visto che a Nord c’è il centro vaccinale di Lariofiere a Erba e a sud Mariano, quindi i cittadini potranno trovare risposte adeguate in queste due strutture. L’obiettivo, oggi, è lavorare insieme per aprire Mariano e inserirlo il prima possibile sul portale di Poste per le prenotazioni».

Silvia Cattaneo

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