Latorraca sfida Salvini sull’accoglienza  «Cantù torni a essere ospitale e viva»
Da sinistra Roberto Bianchi, il candidato sindaco Vincenzo Latorraca, Emilio Russo per “CanTù con Noi” e Cecilia Volonté di “Unire Cantù”

Latorraca sfida Salvini sull’accoglienza

«Cantù torni a essere ospitale e viva»

Il candidato sindaco ha presentato le liste a sostegno: Pd, “Unire Cantù” e “CanTù con Noi”. «Vogliamo essere gli artefici del cambiamento e ridare alla città un ruolo centrale nel territorio»

L’obiettivo, «essere gli artefici del cambiamento», per restituire a Cantù la propria dimensione, quella di una città onesta e ospitale, viva, con una mobilità efficiente, e in grado di esercitare il ruolo di centro attrattore per il territorio.

Obiettivo ambizioso quello che si pone il centrosinistra col suo candidato sindaco, Vincenzo Latorraca, ex volto storico di Lavori in Corso, che oggi, da indipendente, guida il fronte costituito da Partito Democratico, “Unire Cantù” - che ha richiamato diversi nomi della civica - e “CanTù con Noi”, che rappresenta la componente progressista, ispirata ai contenuti di una moderna cultura socialista.

Giovedì è andata in scena la presentazione della coalizione, in un salone dei convegni affollato. E nel corso dell’articolata serata molti sono stati i riferimenti alla visita del ministro dell’Interno Matteo Salvini di domenica, che ha lasciato dietro si sé una scia di polemiche, soprattutto per la frase del vicepremier che si è augurato che «i figli nascano a Cantù e non ci arrivino dai barconi dall’altra parte del mondo già belli e confezionati».

Gli ha replicato Ahamadou Bouya Gueye, di origine senegalese, presidente di Teranga e candidato di Unire Cantù: «Da trent’anni vivo qui, anche se sono stato confezionato fuori. Cantù è sempre stata una città accogliente e in tutti questi anni non ho mai avuto nessun problema. Se un ministro dice che non mi vuole, questa non è l’immagine di Cantù».

Anche Emilio Russo, di Mdp-Articolo 1, a nome di CanTù con Noi, ha stigmatizzato il comizio di Salvini di domenica, definito «paradossale», per non aver fatto alcun riferimento alla sentenza dei giorni scorsi relativa alle aggressioni ed estorsioni avvenute nella stessa piazza dove stava parlando, ma «non ha sentito l’esigenza di dire neppure una parola sulla lotta dello Stato alla mafia».

Oltre a Russo Latorraca è stato affiancato dal segretario del Pd Roberto Bianchi e da Cecilia Volonté, portavoce di Unire Cantù, a propria volta candidati, mentre altri volti nuovi e non, a partire dal capolista dem Filippo Di Gregorio, hanno illustrato il programma.

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