Mariano, divisi sulla mensa  Tutti i bambini iscritti a settembre
Il sindaco Giovanni Marchisio alla prova pasto in una mensa scolastica

Mariano, divisi sulla mensa

Tutti i bambini iscritti a settembre

Voti decisivi dal capogruppo Pd e dalla civica 2.0: passa la mozione dei Cinque stelle

La Giunta di centrosinistra esce sconfitta sul tema mensa dal consiglio comunale. Perché sul diktat lanciato dal sindaco Giovanni Marchisio «niente iscrizione al servizio per i morosi» la maggioranza si è spaccata fino ad approvare con i voti favorevoli del Partito Democratico e di Mariano 2.0, la mozione presentata, lunedì sera, dal Movimento Cinque Stelle e volta a chiedere all’amministrazione di rientrare del debito sui pasti che, dal 2011 ad aprile, ammontava a 156 mila euro, senza far pesare le conseguenze dei provvedimenti sui bambini.

«Chiediamo che tutti possano iscriversi alla mensa a prescindere dalla situazione debitoria della famiglia» prende parola il consigliere pentastellato Roberto Tagliabue. «Secondo noi, il pasto dovrebbe essere un servizio garantito», aggiunge la portavoce del movimento Carmen Colomo «e ci piacerebbe che l’amministrazione si pendesse carico di questo principio pur portando avanti l’attività di riscossione dei mancati incassi abbandonando il veto all’accesso alla mensa».

Veto che, invece, inizia a “ripagare” il Comune perché «siamo rientrati di 34 mila euro sui debiti maturati tra il 2014 e 2017 sul servizio e di 10 mila euro sul debito dell’anno in corso che, inizialmente si attestava oltre i 70 mila euro», replica l’assessore all’Istruzione Lara Citterio pronta a difendere la scelta convinta che «tra quanti non pagano sembra esserci più disinteresse» che difficoltà tant’è che «diversi morosi hanno un Isee oltre i 25 mila euro oppure non lo presentano nemmeno».

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