Mariano: dopo il vento, il Comune
Addio ai cipressi di via Ferrari

Tagliate anche le piante risparmiate dalla bufera di lunedì.L’assessore: «Metteremo essenze più resistenti»

Tre sono stati abbattuti dal vento, gli altri sei dal Comune.

Questo è l’epilogo dei nove cipressi piantumati poco più di una decina di anni fa in via Cardinal Ferrari dove non sono mai attecchiti al terreno tanto da cedere lunedì 7 febbraio alle raffiche della bufera che si è abbattuta su Mariano e altrove. «Non è mai una scelta facile, ma i tre alberi caduti per via del vento hanno mostrato come le radici non si fossero sviluppate» ha motivato il taglio, l’assessore alle Politiche ambientali, Loredana Testini.

Da martedì 8 febbraio la centralissima via Cardinal Ferrari si mostra così spoglia di quelle piante che ombreggiavano il tratto di pista ciclo-pedonale che corre dalla rotonda di via Sant’Agostino fino all’incrocio con via Porta Spinola.

I nove cipressi piantati poco più di una decina di anni fa hanno ceduto al vento che ha sferzato le strade della città nella mattinata di lunedì, fino a togliere tre alberi dalla propria dimora, ricadute proprio sul passaggio pedonale.

«I tre cipressi caduti hanno rivelato come l’impianto radicale non si fosse sviluppato in accordo alla crescita in altezza, motivo per cui non hanno resisto alle folate di vento. E lo stesso discorso valeva per gli altri sei» ha giustificato l’abbattimento di tutte e nove le alberature, l’assessore Testini.

«Certamente spiace, ma bisogna mettere su piatto della bilancia i rischi che si corrono perché le piante potevano cadere mentre passava una persona in bici o una mamma col passeggino». L’evento porta a ripensare il verde urbano. «Sicuramente metteremo a dimora dei nuovi alberi in autunno, quando la stagione lo consente, ma non saranno più cipressi. Questo perché dobbiamo scegliere piante resilienti a questi episodi che ormai non sono più così eccezionali, ma anche capaci di attecchire meglio al terreno - ha anticipato l’assessore Testini - «Oggi ci apriamo a questi nuovi ragionamenti per ripensare la gestione del verde urbano anche nell’ottica di questi eventi»

(Silvia Rigamonti)

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