Mariano, il mistero dei quadri  All’inventario manca un dipinto
Carugo - La chiesa di San Martino

Mariano, il mistero dei quadri

All’inventario manca un dipinto

Carugo reclama le opere esposte in Municipio. Ma secondo il Comune sono solo sei, e non sette

Sei su sette, la parrocchia di Carugo chiede la restituzione dei dipinti dati in concessione al Comune di Mariano ma alla conta del ritorno ne manca uno.

«Lo stiamo cercando» fanno sapere dal municipio che si apre così implicitamente alla possibilità di averlo perso. O almeno di non trovarlo: da qui la consultazione delle carte firmate oltre vent’anni fa per capire se il quadro sia mai entrato nelle sale di piazzale Manlio e nel caso dove sia finito.

La chiesa reclama, il Comune cerca e le opposizioni incalzano con una doppia interrogazione urgente a risposta scritta presentata da Forza Italia e volta a chiedere tutti i documenti che ruotano intorno alla questione.

I colpi di scena non mancano in una vicenda dove più si cerca chiarezza e più si ottiene intrigo. «I dipinti sono entrati in Comune nel 1978 - esordisce Giovanni Pellegatta, assessore all’Urbanistica incaricato di seguire il caso - Non appartengono a noi ma provengono dalla chiesetta di San Martino, di proprietà della parrocchia San Bartolomeo di Carugo seppur nata sul nostro territorio, che li ha richiesti indietro una volta scaduta la convenzione stipulata per il solo utilizzo della chiesetta».

Intesa firmata nel 1995, e dalla durata di vent’anni, a fronte dell’esecuzione di interventi di restauro sulla pavimentazione e sugli affreschi murali della chiesa: la stessa però non ha nulla a che vedere con i quadri. «A oggi stiamo quindi tentando di ricostruire la storia tramite il recupero delle carte passate - aggiunge Pellegatta - Non le abbiamo trovate tutte se non quelle che attestano i costi».

Numeri alla mano il risanamento dei quadri è costato poco più di 17 mila euro. Scaduta la convenzione, il Comune di Mariano si è attivato per rinnovarla. Proposta ma rifiutata la scelta di corrispondere un canone annuo per l’affitto della chiesetta in modo da erogare, in più soluzioni, i 40 mila euro stimati necessari per il rifacimento del tetto.

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