Milano allagata sollecita i Comuni vicini
Carimate: «Lavori sui vasconi nel 2021»

Il sindaco Allevi replica a Sala: «Dopo il nostro ok avanti con il piano dell’Agenzia del Po». Qui è prevista l’area più grande per fare esondare il Seveso in piena

Nei giorni scorsi il quartiere Niguarda di Milano è finito un’altra volta sott’acqua e il sindaco Giuseppe Sala è tornato a ribadire che se si vuole superare questa situazione, per cui ogni volta che piova occorre monitorare il livello del Seveso e sperare che non accada quello che è successo ancora, c’è un’unica soluzione, realizzare una volta per tutte le vasche di laminazione a Nord di Milano.

Una di queste, la più a Nord, è quella di Carimate, e il 2021 sarà l’anno in cui cominceranno i lavori. Il Seveso, come ha sottolineato anche l’assessore all’Urbanistica di Milano Pierfrancesco Maran, dalla metà degli anni ’70 in media esonda due volte e mezzo l’anno e la causa principale è la forte impermeabilizzazione dei suoli, a causa dell’urbanizzazione, unita a piogge sempre più esplosive .

I pilastri per cercare di evitare il ripetersi di questi danni a Milano sono la realizzazione di una vasca di laminazione a Senago - la principale -, una a Bresso - l’ultima, più piccola ma importante -, quella di Lentate e quella di Paderno, più una serie di aree golenali. Progetto che prevede di intervenire anche nel Canturino. Un progetto da 11 milioni di euro, preparato dall’Aipo (Agenzia interregionale per il fiume Po) che prevede di realizzare una vasca a Cantù Asnago, due a Carimate e altre tre a Vertemate con Minoprio.

Si partirà proprio in paese, e si interverrà in zona stazione, dove si avrà la vasca più grande, capace da sola di contenere 500mila metri cubi, per aiutare anche Milano a non finire più allagata a ogni nubifragio.

«Dopo l’estate dovrebbero affidare i lavori – conferma il sindaco Roberto Allevi – quindi il 2021 sarà l’anno che vedrà avviare il cantiere. Il nostro sarà il primo tassello del sistema vasche. Quando siamo stati coinvolti abbiamo subito detto di sì in un’ottica solidale e livello territoriale più ampio. Si tratta di un’opera estremamente importante per il controllo delle acque del Seveso e per governare le piene».

(Silvia Cattaneo)

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