Spuntano le torri a Cantù  Nel recupero del De Amicis
Uno dei rendering del Comune: al numero 1 le torri abitative, al 2 il parcheggio interrato coperto da un prato con alberi

Spuntano le torri a Cantù

Nel recupero del De Amicis

Si apre il dibattito sul futuro del crinale dopo le idee avanzate dall’ufficio tecnico comunale, con alcuni insediamenti abitativi. Ma è un’area privata e servono investimenti ingenti

Dare un volto completamente nuovo a una delle aree più pregiate di Cantù, l’ex collegio De Amicis, unificare di nuovo il crinale, ricavare spazi pubblici e un autosilo su via Andina. Prospettive interessanti, su questo pare esserci accordo trasversale tra maggioranza e opposizioni. Anche se, non si manca di sottolineare, di un’area privata si tratta, per intervenire sulla quale, peraltro, servono fior di milioni. Il che non fa prevedere imminenti cantieri.

L’altra sera in Commissione sono state presentate le due ipotesi progettuali elaborate in questi mesi dagli uffici e si è stabilito, come chiesto nel corso di un’assemblea pubblica organizzata lo scorso anno da Partito Democratico e Movimento 5 stelle Cantù, le liste civiche Oggi per Domani e Cantù Sostenibile e poi Legambiente Cantù, di convocare un Consiglio comunale aperto sul tema.

«Un po’ di soddisfazione c’è – dice Vittorio Spinelli del Pd – perché dopo quell’assemblea gli uffici comunali si sono dati da fare per produrre delle ipotesi progettuali valide e che osano, in grado di suscitare interesse e dibattito. E hanno tenuto conto anche delle nostre osservazioni».

Ora, sottolinea, «sarebbe interessante proporre un concorso di idee per disegnare il futuro di tutta questa importante fetta di città, senza limitarsi al De Amicis, fino ai Concettini». Pollice su anche da Wolfango Masocco, eletto col Pdl, che apprezza la giusta ambizione dei due progetti proposti, uno dei quali prevede tre alti palazzi, quasi delle torri.

«Ma non mi scandalizzo, mi scandalizza di più la banalità dei progetti che devono piacere a tutti. L’architettura è intesa come forma ma deve essere anche sostanza. Se nasce già morta sarà un buco nell’acqua, serve la funzione, che renda vivibile dalla comunità questo spazio».


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