Tangenzialina ovest a Mariano  «Unica soluzione al boom del traffico»
La presentazione del progetto nel Consiglio comunale di Mariano (Foto by Silvia Rigamonti)

Tangenzialina ovest a Mariano

«Unica soluzione al boom del traffico»

Provincia e Comune difendono il tratto locale della Canturina Bis: «Non esistono alternative concrete».Opposizioni e ambientalisti: «Invece creerà il caos in città»

Venti milioni di euro per realizzare cinque chilometri della Tangenzialina che taglierà a ovest Mariano.

Questi sono i numeri dell’appendice finale della “Canturina bis”, presentati dai vertici della Provincia in un consiglio comunale dedicato al tema.

Sostenuta dal sindaco Giovanni Alberti, la sua realizzazione trova sponda negli alleati al governo della città, ma non nell’opposizione con il centrosinistra che boccia il progetto, mentre i Cinque Stelle propongono un’alternativa per risolvere le code d’auto nelle ore di punta.

Il progetto nasce dall’esigenza di governare l’aumento dell’1% del traffico che già oggi soffoca i centri urbani previsto nei prossimi dieci anni.

Lo ha detto l’amministrazione provinciale, presentando la “Canturina bis” , il nastro di asfalto che aggancia Como a Monza, per l’80% in galleria artificiale. «Stiamo parlando di una delle zone più trafficate d’Europa» inquadra l’intervento, l’ingegnere della Provincia, Bruno Tarantola. Perché l’opera vuole rispondere alle necessità di una comunità cresciuta del 22% in vent’anni, con una strada che parte dalla Novedratese per arrivare a viale Lombardia, snodandosi per un chilometro nel “Parco regionale delle Groane”.

«Non intendo lasciare in eredità una strada soffocata dal traffico» ha motivato la scelta politica, il sindaco Alberti. «È facile dire che questa non è la soluzione, ma allora dimostratelo e poi date delle alternative che è da sette anni che non sento - ha detto con una stoccata alle minoranze -. Noi affrontiamo un problema che esiste, senza aspettare che venga realizzato il tratto a nord della “Canturina bis” che porterà auto in città, perché sostenibilità ambientale vuole dire rendere la città vivibile per tutti, anche per chi abita in centro».

Parole anticipate dall’intervento del presidente della Provincia, Fiorenzo Bongiasca: «Il territorio ha bisogno di quest’opera che vuole mettere in sicurezza i cittadini».

Il progetto incassa il nuovo “no” del centrosinistra. «Porterà duemila auto in più su un’asse già intasato, viale Lombardia che non possiamo dire che è fuori dalla città quando lì ci sono un parco e una scuola con duemila studenti» è intervenuto il capogruppo del Pd, Alberto Crippa che ricordato come sullo stesso rettilineo nasceranno una decina di rotonde che daranno uno sfogo alle auto in coda verso il centro dove si elimineranno due passaggi a livello.

«Rischiamo di portarci il traffico in casa» ha chiosato.

«Il traffico è innegabile, ma in questo studio sono mancati proprio i dati sul traffico visto che sono ripresi da studi vecchi anche del 2008» ha incalzato il capogruppo di “Mariano 2.0”, Simone Conti.

«Fatichiamo a capire come si possa pensare che la strada nel parco risolva il problema quando toglie settemila auto dall’asse via Como - via Cardinal Ferrari attraversato da 27mila veicoli al giorno». Da qui la provocazione di “Progetto Mariano Brianza” con Chiara Pellegatta: «Il problema del traffico è adesso: nell’attesa di una strada che, se vorrete, sarà fata, visto che siete maggioranza, cosa faremo?».

Il sit in davanti al  Comune contro la Strada nel parco

Il sit in davanti al Comune contro la Strada nel parco
(Foto by Silvia Rigamonti)

Un’alternativa esiste per il Movimento Cinque Stelle: «Oltre a investire sul trasporto pubblico, chiediamo di potenziare l’interramento della Novedratese ad Arosio perché renderebbe già più fluido il traffico - ha detto Roberto Tagliabue -. Il parco lasciamolo ai nostri figli e nipoti».

Mentre la politica si confrontava sull’opera, l’eco dello slogan “Non vogliamo nessuna strada nel parco”, con un ritmo preso in prestito dai cori negli stadi, è entrato di prepotenza nel palazzo dal sit in esterno promosso dagli ambientalisti.

Silvia Rigamonti


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