«Taxista morto, basta tragedie    Più duri sulle patenti ritirate»
La scena dell’incidente e, sullo sfondo, il taxi di Fumagalli

«Taxista morto, basta tragedie

Più duri sulle patenti ritirate»

Carugo Appello dell’assessore regionale De Corato al ministro Toninelli

«Al pirata è stata ritirata più volte ed era in giro, riveda la legislazione»

«Rivolgo un appello al ministro Danilo Toninelli affinché riveda la legislazione riguardante il ritiro e il rilascio della patente».

Lo ha dichiarato l’assessore regionale alla Sicurezza, Riccardo De Corato, commentando l’arresto del ragazzo di 26 anni che, alla guida di un’Audi pirata, all’alba del 13 gennaio scorso, ha innescato il primo incidente sulla Milano-Meda, prologo dello scontro costato la vita al tassista Eugenio Fumagalli, 47 anni, di Carugo, fermatosi a soccorrere proprio la coppia di fidanzati rimasta intrappolata nell’abitacolo dell’utilitaria.

«Non è possibile che una persona alla quale è stata ritirata la patente più volte l’abbia riottenuta con facilità e si sia messo alla guida nuovamente in stato di ubriachezza», ha aggiunto l’assessore regionale.

Ricordando che al conducente dell’auto pirata «era già stata ritirata la patente due volte per guida in stato d’ebbrezza e l’aveva riavuta nello scorso novembre».

Da qui l’appello al ministro delle Infrastrutture e Trasporti per una revisione delle norme, ribadendo «la vicinanza alla famiglia e ai cari del tassista eroe, nonché a tutti i suoi colleghi».

I fatti di quella tragica domenica di metà gennaio sono ormai noti a tutti.

Non fosse altro che sono stati immortalati in un filmato registrato, con una dash cam, dalla macchina di un privato che, intorno alle 3,30 del 13 gennaio, viaggiava sulla statale.

Un frame dietro l’altro, il video riprende il momento in cui Davide Provenzale, alla guida dell’Audi, sfreccia sulla strada, nel tratto tra Binzago e Cesano Maderno, sorpassando l’auto dotata di telecamera che così filma lo speronamento sulla corsia di sorpasso della Seicento, con a bordo due giovani brianzoli. Poi la fuga.


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