Vighizzolo, fuga di gas e boato  «Illesi? È un miracolo essere vivi»
Esplosione di gas a Vighizzolo. Via San Giuseppe a Cantù. (Foto by Christian Galimberti)

Vighizzolo, fuga di gas e boato

«Illesi? È un miracolo essere vivi»

La scintilla del boiler e l’esplosione prima dell’alba in un appartamento: panico in via San Giuseppe. Botto in cucina, volano via gli infissi. Un residente: «Sbalzato dal letto per l’onda d’urto»

«Stavamo dormendo. Una persona si è alzata per andare a lavarsi le mani. Come ha aperto il rubinetto dell’acqua, è esploso tutto». Così racconta Roberto Panaro, uno dei sette sopravvissuti all’esplosione di via San Giuseppe, a Vighizzolo di Cantù. Ieri mattina, prima dell’alba, poco dopo le 4.30, l’appartamento al secondo piano del civico 3/b era saturo di gas, fuoriuscito dal piano di cottura della cucina. Nel far scorrere l’acqua calda nel lavandino del bagno, il boiler elettrico, nel pensile poco distante dai fornelli, è scattato in automatico. Una scintilla esplosiva: i vetri dell’appartamento sono esplosi su tutti i lati della casa.

Sette persone in casa

Presenti due ragazzi ventenni, un bambino di 7 anni, mamma, papà, suocera e cognato, come elencano i proprietari dell’appartamento.

«L’onda dell’esplosione - racconta Panaro, uno dei ventenni - mi ha sbalzato al punto che sono caduto dal letto. Poteva andare molto peggio. Dalla camera sono andato in cucina, mi sono preoccupato per gli altri. Ho visto il fuoco sul mobile di fronte al piano di cottura. I bicchieri di plastica si sono liquefatti. E’ bastata una minima scintilla. Non so come facciamo a essere vivi tutti quanti. Ma per fortuna siamo qui».

Si potrebbe dire, vista da un altro punto di vista: persino quasi provvidenziale l’esplosione: il veleno del gas, inalato a lungo durante il sonno, avrebbe causato anche possibili conseguenze letali per tutti e sette i presenti. Una strage sfiorata.

I danni

Sul posto, sono arrivati i vigili del fuoco e i carabinieri del nucleo radiomobile della Compagnia di Cantù. Oltre i vetri e parte degli infissi finiti nel cortile, i soccorritori si sono trovati finestre completamente esplose e divelte, anche quasi del tutto, dai propri infissi. All’interno, anche alcune porte a vetro divisorie , fra un locale e l’altro, si sono crepate. Nella prima ricostruzione, viene confermata la dinamica assolutamente accidentale. Da verificare il punto esatto della fuoriuscita del gas, anche se, appunto, non sembrano esserci molti dubbi sul fatto che tutto sia partito dal piano di cottura.

La giornata ha visto un fitto viavai di operai. I detriti successivi all’esplosione sono stati rimossi in gran parte già prima del tardo pomeriggio.

Christian Galimberti


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