«Allenamenti e riflessi pronti È un po’ come il calcio vero»
Pavel Romanini (a sinistra) e Jeff Newton (Foto by Cusa)

«Allenamenti e riflessi pronti
È un po’ come il calcio vero»

Conosciamo meglio Jeff e Pavel che giocheranno le sfide virtuali per il Como nell’Esports. «Due o tre ore di lavoro al giorno per essere in forma»

Allenamenti, procuratori, competizioni. Tutto come fosse calcio vero. Il mondo virtuale Esports in cui il Como ha appena cominciato la sua avventura rivela aspetti davvero particolari.

Innanzitutto, è davvero una sorta di professione vera e propria. Pavel Romanini e Jeff Newton sono stati ingaggiati dal Como, sono retribuiti, e come i giocatori “veri” saranno anche giudicati per i risultati che riusciranno a ottenere nelle competizioni che affronteranno.

Jeff è il più giovane dei due, non ha ancora 19 anni. Ma ha già un procuratore, «ed è tramite lui che sono arrivato a Exeed – la società partner del Como in questa operazione -, e da lì mi è arrivata la proposta del Como, che ho accettato subito volentieri. Avevo già giocato per un team, ma mai per una squadra di calcio direttamente».

Jeff è milanese, di padre inglese, «e ho cominciato a giocare con la Playstation a tredici-quattordici anni. Ero bravo e anche su spinta dei miei amici ho provato a fare qualche torneo, sempre con buoni risultati. Ho giocato anche diverse competizioni a livello europeo, ed è sempre andata bene».

Ed è diventata la sua attività principale. Un gioco sì, ma per chi lo fa seriamente è qualcosa di più.

«Due o tre ore quotidiane di allenamenti, per migliorare sempre sono necessarie. Confrontandomi con altri giocatori professionisti. Si fanno tornei ma anche amichevoli, come nel calcio vero». E l’età media è su per giù la sua. «Sì, per la maggior parte siamo ragazzi intorno ai vent’anni. E’ un’attività che in Italia è forse meno diffusa che in altri paesi, ma adesso sta aumentando molto anche da noi. Anzi, il primo al mondo nel ranking Fifa è proprio un ragazzo italiano».

Si può giocare anche a livello individuale, non necessariamente per un team o per una società di calcio. «Sì, ma è più difficile». Questo anche perché, come nel calciomercato vero, «per avere una squadra più competiviva devi spendere di più».

E come nella realtà, il mercato è chiaramente all’inizio della stagione. Basato su statistiche che danno più o meno valore a un giocatore.

Pavel Romanini di anni ne ha ventidue. Lui giocherà i campionati su Xbox. Origine ucraina, vive a Milano, «e sono simpatizzante anche del Como per via di Zambrotta, un giocatore che ho sempre ammirato tanto». Personal trainer il mattino, giocatore per l’altra parte della giornata.

«Tutte le sere almeno un paio d’ore di allenamento, con un coach, un ragazzo più esperto di me che mi segue, mi corregge, mi aiuta a perfezionarmi».

Pavel si dedica a questa attività seriamente da un anno, «prima giocavo solo per divertirmi, nell’ultimo anno ho cominciato on line, quindi con avversari forti, e mi sono appassionato. Alla Exeed sono arrivato grazie a uno scouting, sono andato bene e mi hanno proposto questo ingaggio. Per me è un’esperienza nuova. Cominceremo con un quadrangolare, come è già stato annunciato, contro Inter, il team di Exeed, e il team Romagnoli. Sarà soprattutto un modo per conoscerci e farci conoscere. Non vedo l’ora di cominciare».


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