Basha e il Como  «Qui ho gli stimoli giusti»
Migjen Basha durante la partita con il Novara, il suo esordio con la maglia del Como (Foto by Fabrizio Cusa)

Basha e il Como

«Qui ho gli stimoli giusti»

Il centrocampista è fiducioso: «Tutto può ancora succedere»

«Voglio che di me ora parli il campo». E così è stato. Migjen Basha ha esordito con sicurezza contro il Novara. E c’erano del resto pochi dubbi, la sua carriera parla chiaro. E a 29 anni è una carriera ancora nel pieno. Albanese di famiglia, svizzero di nascita, e una storia calcistica con l’Italia che è cominciata molto presto. «I miei genitori sono albanesi, kosovari, e vivevano da tempo in Svizzera quando sono nato io, a Losanna. Giocavo nelle giovanili del Losanna quando il presidente della Lucchese ne divenne socio. E un giorno l’allora allenatore della Lucchese, Gigi Simoni, venne a vederci. E rimase colpito da me. Avevo diciotto anni e decisi di accettare la proposta di venire in Italia».

Da lì al Viareggio in C2, e già dopo sei mesi, a 21 anni, il passaggio al Rimini e l’esordio in serie B, da dove non sarebbe più tornato indietro. Perchè dopo un anno e mezzo passò al Frosinone, sempre in B, quindi un anno a Bergamo e poi le quattro stagioni al Torino, l’esperienza più importante«Ma sono stati anni veramente molto belli. Il primo anno conquistammo la promozione in serie A, la stagione successiva fu più dura ma riuscimmo a salvarci, e la terza stagione fu fantastica. In attacco avevamo Immobile e Cerci che facevano gol a tutti... Riuscimmo anche a qualificarci per l’Europa League, Sono davvero orgoglioso di aver preso parte a una stagione storica per il Toro».

A fine contratto, l’estate scorsa, il ritorno alle origini in Svizzera. «Ho pensato che in fondo potevo anche provare a riavvicinarmi a casa. È arrivata la proposta del Lucerna, e l’ho accettata. Ma ho sbagliato, non è quello il mio ambiente. Non mi trovavo bene, il calcio svizzero è un’altra cosa, non sono riuscito ad abituarmi». Cioè? «Cioè onestamente lì non riuscivo a sentirmi calciatore. Lì è tutto più tranquillo, allo stadio ci va poca gente, nessuno ti rompe le scatole ma non è un bene, io sono abituato diversamente. Per questo appena ricevuta la telefonata del Como ho detto di sì. Qui sì che ci sono stimoli forti, la salvezza con questa squadra è un traguardo veramente possibile. In più sto scoprendo una bellissima città, ora sto davvero a mio agio ».

L’intervista completa a Migjen Basha su La Provincia di martedì 16 febbraio


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