Como a Mantova per sperare  ricordando il passato
Como in campo a Mantova con la speranza che sia una giornata fortujnata (Foto by Foto Cusa)

Como a Mantova per sperare

ricordando il passato

La Gli azzurri cercano i play off sul campo che fu teatro di un’impresa “storica”

Mantova per noi è qualcosa di molto speciale. Mantova per il Como e per i suoi tifosi si è già guadagnata da tempo il suo bel pezzo di storia. Il Como aveva chiuso il campionato al quinto posto a 17 punti dalla prima, il Chievo promosso in B e nuova forza emergente del calcio italiano da quel momento in avanti, e a 15 dalla seconda, un abisso, che era appunto il Mantova. I play off erano una novità assoluta per il calcio italiano. Il Como li affrontò con la leggerezza dei giovani, nessun tipo di pressione, lo spirito di chi non ha nulla da perdere ma solo voglia di divertirsi a vincere. Mantova, Spal, Bologna, tre squadre che allora erano colossi, anche per i nomi di chi ci giocava.

Lo ricorda benissimo e lo racconta Cristian Boscolo, allora ventenne centrocampista di quel Como, oggi allenatore della Berretti: «Battemmo il Mantova all’andata in casa 2-1 - per la cronaca, segnò subito Pasa, pareggiò poco dopo Ferrigno e nel secondo tempo Dionigi segnò la rete della vittoria - e andammo a Mantova sempre con lo stesso spirito. Non ci sentivamo più forti di loro, non lo eravamo. Ma eravamo tranquilli. Ricordo benissimo tutto, lo stadio strapieno, di loro tifosi ma anche dei nostri, forse un migliaio. Loro erano tesissimi, dovevano vincere per forza, perchè tra l’altro ricordo che oltre alla serie B c’era in ballo anche una difficile situazione societaria. Restare in C per loro sarebbe stato un dramma, e infatti poi le conseguenze furono pesantissime...». Già perchè, per chi non lo sapesse, l’assedio del Mantova finì più di una volta contro i legni della porta di Franzone. Ma la resistenza del giovane Como vinse. Finì 0-0, Como in finale a Verona, per battere poi un’altra corazzata, la Spal, e andarsene fresco fresco in serie B.

Mantova resta un simbolo. Quella corsa di Tardelli stile urlo mundial sotto la curva, quella gioia sfrenata, quell’abbraccio tra tifosi e squadra. Quella faccia da “non ci posso credere”, segreto vero del successo di quel gruppo. Anche per questo, pur essendo la situazione di oggi molto diversa, Boscolo, che segue regolarmente allo stadio il Como in casa, pensa che «la cosa migliore è andare, giocarsela al massimo, e vedere poi domenica pomeriggio alle cinque che cosa è successo sugli altri campi. A volte succede ». Magari aiutati anche dalla fortuna che a Mantova aiutò i ragazzi di Tardelli...


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