Como, Banchini è scettico «Giocare in estate? Non credo»
Marco Banchini, tecnico del Como (Foto by Cusa)

Como, Banchini è scettico
«Giocare in estate? Non credo»

Il tecnico del Como: ««È vergognoso che ci sia ancora qualcuno che non stia rispettando le regole. Bisogna stare in casa, punto e basta»

«È vergognoso che ci sia ancora qualcuno che non stia rispettando le regole. Bisogna stare in casa, punto e basta. Stanno morendo centinaia di persone al giorno, mi stupisce che ci possa essere gente che non lo capisca». Marco Banchini la pensa così. Va da sé che la posizione dell’allenatore del Como su una possibile ripresa del campionato sia altrettanto drastica,«oggi è difficile se non quasi impossibile vedere una prospettiva di ripresa, soprattutto in serie C. Non è pensabile che questo non comporti dei rischi, dei costi insostenibili per molti club per effettuare i controlli sanitari, onestamente non mi voglio illudere».

Il suo mestiere però è quello di programmare, di studiare, di cercare di organizzare mentalmente il lavoro, di tenere stimolati i suoi giocatori. E continua a farlo, anche stando in casa.

«I ragazzi svolgono il loro programma di mantenimento grazie ai preparatori, io una volta la settimana mando un video con alcune riflessioni e analisi tattiche, e sono in costante contatto con loro. Non è facile per loro, che sono giovani, abituati a una vita dinamica, insieme ai compagni, restare soli e per qualcuno vivere questa situazione lontano dalle famiglie, ma si stanno comportando tutti con grande professionalità e molta responsabilità. Siamo orgogliosi di loro, e della linea presa dalla società di appoggiare l’idea della sospensione e di mantenere comunque gli impegni».

Non avere un obiettivo preciso però non è semplice. «Io sto usando questo tempo anche per rivedere tutte le partite che avevamo giocato, per lavorare su quello che ancora va migliorato: abbiamo fatto gare molto buone contro le squadre di alta classifica, allo stesso livello dei nostri avversari se non addirittura superiori, cadendo invece in situazioni all’apparenza più semplici. È quel salto di qualità che ci manca, siamo una squadra che ha organizzazione e talento, ma ancora ha un passo da centro classifica, quando potrebbe invece fare un salto mentale e di intraprendenza per raccogliere di più».

E forse in queste ultime dodici giornate lo avrebbe fatto. «Arrivava ora il periodo in cui si raccolgono i frutti del lavoro, peccato finire qui, i playoff li avremmo fatti sicuramente. In Spagna hanno già detto che in serie C quando ripartiranno, comunque sia, riprenderanno da dove erano rimasti, come farà probabilmente la serie A da noi».

Proposta plausibile anche per la C italiana, indipendentemente dai tempi? «Non credo, e non vedo nemmeno come si possa giocare in piena estate. Tra l’altro, dopo la pausa estiva, c’è un lavoro di sei settimane prima di andare in campo, e qui lo stop è ancora più lungo...».

Però l’idea di riprendere comunque gli allenamenti c’è. «Sì, questo quando si potrà lo faremo comunque, anche se non si dovesse più giocare. Perché è giusto, per un atleta più sta fermo e peggio è, in ogni caso. Io sono l’allenatore e devo pensare anche a guardare avanti. Ora la cosa importante sarebbe avere notizie definitive al più presto».

E sull’esito finale, con le pretese, anche comprensibili, di chi non vuole rinunciare alla promozione? «È difficile dirlo, certo, il Monza ha fatto un altro campionato, ma negli altri gironi non ci sono ancora distacchi così importanti e definitivi. Dare per scontato il risultato ora non sarebbe giusto».


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