Como, tocca a Crispino
Simone Scuffet domani contro il Pescara non ci sarà: al suo posto torna Crispino (Foto by Foto Cusa)

Como, tocca a Crispino

Domani contro il Pescara sarà di nuovo in porta

Semplice di sicuro non è. Non è facile per Diamante “Dino” Crispino doversi alzare dalla panchina quando non c’è Simone Scuffet e mettere in gioco sè stesso e il destino del Como in un momento così delicato.A lui, poi, la sorte lascia degli appuntamenti sempre un po’ particolari. La prima partita del campionato, a Perugia. La prima del ritorno al Sinigaglia, contro il Brescia. E domani, la prima in casa con il nuovo allenatore. Tutte partite guardate con grande attenzione. E lui, che in tante occasioni ha dato prova di fermezza e maturità dal punto di vista caratteriale, non nasconde che «un po’ di emozione c’è. Certamente non è come l’anno scorso. La notte prima della partita dormo tranquillamente, certo. Però le sensazioni sono tante». Preoccupato? «No, concentrato. Come cercavo di esserlo sempre anche l’anno scorso, del resto». Quando la difesa del Como era una delle meno battute, anche grazie a lui. «Lo stato d’animo è un po’ diverso. La differenza di categoria è evidente, e non è semplicissimo abituarsi. Avversari di maggiore qualità, squadre più organizzate, l’attenzione non è mai abbastanza».

E non è bello, spiega Crispino, dover guardare spesso le cose da fuori senza poter fare nulla per migliorarle. «Restare fuori non è bello mai, quando la squadra è in difficoltà poi senti ancora di più la voglia di dare una mano». Cinque gol presi in due partite, tre reti subìte contro il Brescia... Bisogna anche togliersi questi pensieri prima di andare in campo. Ma Dino non ha paura. «Quella partita è alle spalle, in campo bisogna andare con la testa libera, non ci penso. È vero che ogni gara è una cosa diversa: noi in diverse occasioni non avremmo meritato di perdere, non credo che l’ultimo posto sia poi così giusto per come sono andare sinora le cose. Non sono tutti migliori di noi. È vero che in diverse occasioni abbiamo fatto degli errori, ma siamo anche stati poco fortunati. Io credo che sia una fase che si può superare».


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