È un Como che fa... Miracoli «Ora inizia il mio campionato»
L’esultanza di Luca Miracoli dopo il gol al Sinigaglia (Foto by Cusa)

È un Como che fa... Miracoli
«Ora inizia il mio campionato»

Parla l’autore del definitivo 2-1 in casa contro la Giana Erminio

Il gol è arrivato, anche per lui. Un gol decisivo e quindi doppiamente importante. Anche Luca Miracoli ha svoltato, dopo un inizio di stagione un po’ in sordina: «Avevo giocato titolare e non avevo reso al meglio. Ho segnato entrando nella ripresa, ma poco importa: avevo tanta voglia di sbloccarmi. Effettivamente il mio inizio non era stato semplice: un infortunio e l’espulsione immeritata contro il Renate mi stavano condizionando, avevo anche voglia di farmi perdonare. Ora può cominciare il mio campionato, ho molta voglia di contribuire ai risultati della squadra».

L’attaccante sottolinea i meriti della squadra, nella vittoria contro la Giana e anche nelle apparizioni precedenti, in cui la vittoria non era arrivata: «Ci voleva, meritavamo la vittoria per la prestazione. Così come è successo altre volte volevamo vincere, non sempre però ci era riuscito. Stavolta però abbiamo giocato con forza, coraggio, dominando: abbiamo dimostrato di essere una squadra che lavora e ha voglia di vincere».

E pensa già alla prossima partita: «Affronteremo l’Alessandria, una bella squadra che sta ottenendo grandi risultati. Ma noi abbiamo giocato alla pari con tutti e chissà che non sia più semplice affrontare una squadra che gioca e fa giocare. Sono sicuro che disputeremo una grande partita».

Protagonista con un assist per Iovine (e non solo), Lorenzo Peli si è giocato al meglio la chance offertagli da mister Banchini: «Ho cercato di dare il 100% e spero di aver dato bel contributo alla vittoria. I miei obiettivi? Spero di giocare e di migliorare soprattutto in fase difensiva, perché ho margini per farlo: ringrazio il mister e i compagni più esperti, spero di interiorizzare tutti i loro consigli».

Passato dal campionato Primavera alla serie C, Peli si sta abituando alla categoria: «È un salto notevole, si gioca un calcio più fisico, forse anche meno bello e tecnico. Ma è un calcio in cui il singolo conta poco: per ottenere risultati, c’è bisogno della squadra».


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